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ITALIA

Stragi di mafia

Rapido 904, il pm chiede l'ergastolo per Riina: ebbe il ruolo di determinatore

Secondo il pm, fu la prima strage "contro lo Stato", organizzata dalla Mafia, quasi un'anticipazione di quanto sarebbe accaduto quasi dieci anni dopo. Era il 23 dicembre 1984, morirono 17 persone e 267 vi rimasero ferite

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"Il ruolo contestato a Riina è quello di determinatore: lui dà un contributo decisivo ed importante" alla realizzazione della strage. Così la pm Angela Pietroiusti, in un passaggio della sua requisitoria al processo per la strage del Rapido 904, in cui morirono 17 persone e ne rimasero ferite 267. La pm ha ha da poco chiesto l'ergastolo per l'unico imputato come mandante, Totò Riina.

"Fu solo con la sua autorizzazione che fu fornito l'esplosivo a Pippo Calò - ha aggiunto Pietroiusti - ci vuole la prova che il soggetto abbia dato un apporto causale alla realizzazione dell'evento - ha concluso la pm - e di prove ce ne sono molteplici". 

"Fu la prima strage contro lo Stato"
Secondo il pm, fu la prima strage "contro lo Stato", organizzata dalla mafia, quasi un'anticipazione di quanto sarebbe accaduto quasi dieci anni dopo. Un "attacco frontale al cuore dello Stato, non si colpisce più un obiettivo che può essere un servitore dello Stato e quindi tutto si riduce in uno scontro verso chi ha più azioni di contrasto alla mafia, ma si crea pericolo e gravissimi danni, specialmente come saraà dimostrato nelle stragi del '93, all'incolumità delle persone, indiscriminatamente".

"La strage del Rapido 904 avviene nel 1984 - ha detto ancora il pm - quando c'è stato il pentimento di Tommaso Buscetta e ci sono stati i mandati di cattura di Falcone e Borsellino, che stavano istruendo il maxiprocesso".
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