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Guai per la società nipponica

La Suzuki ammette: "Irregolarità sui test per le emissioni auto, ma nessuna manipolazione di dati"

Il titolo perde in Borsa il 9%. La società precisa in un comunicato che i test irregolari non sarebbero stati fatti "per migliorare i valori delle emissioni inquinanti"

Il presidente e Ceo Osamu Suzuki
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La compagnia automobilistica nipponica Suzuki conferma di aver effettuato dei test sulle emissioni anti-smog delle sue auto con una metodologia diversa da quella prevista dalle autorità giapponesi, ma sostiene di non averlo fatto per migliorare i valori delle emissioni inquinanti. "Sono state trovate delle irregolarità", ammette Suzuki, in un comunicato in cui la compagnia si scusa per l'accaduto.

"L'inchiesta interna - precisa la società - ha concluso che non c'è stato nessun imbroglio, come la manipolazione dei dati". Secondo Suzuki, i valori rilevati non sono falsi come quelli della rivale Mitsubishi Motors e "il problema non riguarda le auto vendute fuori del Giappone".

Nel frattempo il titolo della società ha perso in chiusura oltre il 9% alla Borsa di Tokyo. In precedenza il titolo era sceso fino al 15%, rischiando di essere sospeso. 
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