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Evento rarissimo
Tartaruga gigante ritrovata a largo di Lampedusa. La biologa: "E' un esemplare in via d'estinzione"
Salvata dai pescatori siciliani in mare aperto si era incastrata nell'amo usato per caturare i pesce spada. Da tempo al massimo si trovavano esemplari giovani e di poche decine di chilogrammi proprio perchè sono in estinzione

E' difficile trovare degli esemplari così grandi nei nostri mari?
"E' un ritrovamento eccezionale - spiega la biologa - da tempo al massimo si trovano esemplari giovani e di poche decine di chilogrammi proprio perchè sono in estinzione. La tartaruga liuto è chiamata così perché il suo carapace non è fatto di osso ma di cuoio, sembra infatti la carena di una scialuppa rigirata. Vive normalmente nelle acque oceaniche quindi è rarissimo vederla nuotare nelle nostre parti. Nasce di 15 grammi e può arrivare a circa 600 chilogrammi di peso: quella ritrovata oggi dal coraggioso capitano Filippo Solina, del peso di 200 chilogrammi, è certamente poco più che una cucciola: in pratica è una bambina".
E' stato difficile recuperarla?
"S'immagini che per una motopesca trovarsi impigliato nella palangrese (un attrezzo usato per la pesca del pesce spada) una tartaruga di tale grandezza significa buttare via un'intera giornata di lavoro. Quindi sì, è stato un'eroe perchè oltre a salvarla ha abbandonato la sua attività per portare l'esemplare nel nostro centro. Altri al suo posto l'avrebbero lasciata dov'era e probabilmente sarebbe morta".
La tartarugona come sta?
"E' in ottima salute. Le abbiamo curato le ferite dovute alla pesca e nella notte ha espulso molta plastica che le tartarughe ingoiano scambiandola per meduse di cui sono ghiotte. Questa mattina abbiamo ritrovato bicchierini di plastica, la pellicola trasparente dei pacchetti di sigarette, perfino degli assorbenti. Tutto i rifiuti che gettiamo in mare per loro sono pericolosissimi. Ma ora è in forma e ci sembra giusto riportarla subito nel suo ambiente naturale. Aspettiamo domani, perchè vogliamo che a liberarla sia proprio l'equipaggio della motovedetta "Serena" che l'ha salvata. "Ringrazio il capitano Solina per la disponibilità e la sensibilità che ha mostrato ancora una volta", dice soddisfatta la dottoressa volontaria Freggi che sulla collaborazione con i pescatori lampedusani punta molto per aiutare i 'suoi' animali.