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ITALIA

Agitazione a oltranza

Taxi, terzo giorno di proteste. Forti disagi a Roma. Tensioni a Milano

Nel capoluogo lombardo 6 autisti di Uber denunciano aggressioni da parte dei tassisti. E a Roma chi vuole tornare al lavoro verrebbe minacciato dai colleghi

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Terzo giorno consecutivo di stop al servizio taxi a Roma. Le proteste dei tassisti non si placano dopo la votazione dell'emendamento contenuto nel Milleproroghe che, secondo la categoria, "deregolamenta il settore".  Vengono garantiti solo i servizi per gli utenti disabili e da e per gli ospedali. Notevoli i disagi per i cittadini e i turisti.   

Milano, uova e sassate contro autisti Ncc
E a Milano la protesta dei tassisti porta con sé nuove tensioni: nelle prime ore di questa mattina almeno sei autisti Ncc (Noleggio con conducente) hanno denunciato di essere stati aggrediti a colpi di uova da alcuni guidatori delle "auto bianche". 

Le ragioni della protesta
"La provocazione da parte del Senato è stata grave - spiega Riccardo Cacchione, Usb Taxi - il Ministero dei Trasporti non sembra nemmeno interessato a risolvere la questione visto che ci ha dato un appuntamento solo per martedì e non subito come avevamo richiesto. Noi comunque non accettiamo soluzioni con la 'pistola sul tavolo', nel senso che prima di ogni premessa ci vuole un dietrofront delle istituzioni. Anche se comprendiamo le ragioni del disagio non ci sentiamo garantiti. La rabbia dei tassisti nonostante gli appelli a riprendere a lavorare è difficilmente controllabile. Ormai la politica è legata ha interessi che non sono quelli dei lavoratori e della società. Chiedere unicamente ai tassisti di rispettare regole che non li hanno mai tutelati, basta vedere quanto lavorano gli abusivi da sempre, è estremamente difficile. La sfiducia e la rabbia non trovano risposte da parte delle istituzioni".   

Bittarelli: in democrazia si dovrebbe poter scegliere
"Noi riteniamo che in democrazia si dovrebbe poter scegliere liberamente, secondo la propria coscienza, se aderire o meno a una protesta, tanto più se non autorizzata, e dovrebbe essere tutelato anche il diritto di chi, per qualsiasi motivo, non vuole aderirvi. Cosa che però non sta avvenendo, da parte di nessuno. Se il fermo quindi si protrarrà ancora fino a martedì come si dice, non è più per colpa dei tassisti, ma per colpa di chi non tutela quei tassisti - e sono la maggior parte - che vorrebbero tornare a lavorare". A dirlo è Loreno Bittarelli, presidente Nazionale Uri - Unione Radiotaxi Italiani.

"Sin dal primo giorno - afferma Bittarelli - abbiamo ritenuto che il fermo non autorizzato del servizio taxi sarebbe stato inutile per far ritirare un emendamento al Decreto Milleproroghe sul quale già si sapeva che il Governo avrebbe apposto il voto di fiducia. E` servito a qualcosa, allora, far perdere il lavoro a migliaia di padri di famiglia, esponendoli al rischio dell`illegalità, quando siamo poi noi allo stesso tempo a chiederne il rispetto? È valsa la pena creare tanti disagi a tutti gli utenti del nostro servizio e lasciare campo libero agli abusivi? Noi crediamo proprio di no. E questo, dopo aver ottenuto l`incontro col ministro è ancor più ingiustificato. Come non è giusto che molti colleghi, con i quali ho parlato per convincerli a tornare a lavorare, vorrebbero farlo, ma non possono perché minacciati da altri colleghi che, anche attraverso le diverse chat, li minacciano di ritorsioni".

General manager Uber: bene regole, ma valgano per tutti
"Non siamo contro ogni forma di regolamentazione, anzi". Lo dice Thibaud Simphal, general manager di Uber per l'Europa occidentale, intervistato da La Stampa sulla rivolta dei tassisti. "Non andiamo da un governo con delle richieste, siamo un'azienda con una visione: mobilità ovunque, per tutti, in ogni momento, in modo sicuro, affidabile, ed economico. Dalle istituzioni - afferma - spero solo che non arrivino troppe regole nuove, che non cambino troppo spesso e non siano troppo complicate, ma che garantiscano competizione, sicurezza, mobilità. Alla fine queste sono le vere priorità per le persone. Noi, come i nostri concorrenti, vogliamo essere una forza positiva". E c'è anche il capitolo welfare e previdenza: "Uber potrà operare in Europa in modo sostenibile solo se troverà risposte concrete alla questione della protezione sociale dei lavoratori indipendenti. Altrimenti il nostro futuro sarà a rischio", conclude.   

Anzaldi (Pd): Raggi non ha trovato una soluzione d'urgenza?
"Siamo al quarto giorno di blocco totale dei taxi a Roma, per una protesta che il Garante sugli
scioperi ha definito fuori dalle regole. Possibile che il Campidoglio, la sindaca Raggi e la sua Giunta non abbiano ancora detto una parola né messo in campo alcuna soluzione d'urgenza per ripristinare un servizio pubblico bloccato? Ho chiesto con un'interrogazione al Viminale se a questo punto, anche di fronte alle presunte minacce contro chi vorrebbe tornare a lavoro, non debbano subentrare Prefettura e Questura intervenendo e valutando anche eventuali sanzioni fino al ritiro delle licenze". Lo dice Michele Anzaldi, deputato del Pd.
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