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ECONOMIA

Telecomunicazioni

Primo passo per progetto rete unica: via libera da cda Tim e Cdp ad intesa

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Giornata cruciale per il progetto di un'unica società della rete di tlc che ha l'obiettivo di portare la banda ultra larga nelle case degli italiani, con l'ok dai Cda di Tim e Cdp

Via libera da Cda di Tim
 Il Cda di Tim ha dato il via libera al Memorandum of Understanding con Cdp sulla rete e ha approvato la creazione di FiberCop. Lo si apprende da fonti vicine al dossier al termine del cda. I termini già noti dell'accordo sono stati sottoscritti. Kkr acquisisce per 1,8 miliardi il 37,5%della società a cui sarà conferita la rete secondaria di Tim. Fastweb, apportando la sua partecipazione nella joint venture con Tim (Flashfiber) avrà una quota del 4,5% della nuova società 

L'ok di Cdp
Su proposta dell'amministratore delegato Fabrizio Palermo, il Cda di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) presieduto da Giovanni Gorno Tempini, ha dato il via libera alla firma di una lettera di intenti con Tim finalizzata a dare vita alla società della rete unica nazionale necessaria per l'accelerazione dello sviluppo digitale dell'Italia.

Il progetto, si legge in una nota, punta alla nascita di AccessCo, società aperta anche ad altri investitori e destinata a gestire la rete unica nazionale. AccessCo verrà costituita mediante la fusione di FiberCop, società comprensiva della rete di accesso primaria e secondaria di Tim, e di Open Fiber, società dedicata alla fibra ottica e partecipata da Cdp e Enel.

Il progetto - che risulta subordinato al consenso delle altre parti coinvolte e al completamento dei relativi processi valutativi e decisionali - prevede che la società della rete unica nazionale sia controllata congiuntamente da parte di Cdp Equity e Tim, sia aperta al co-investimento di altri operatori e caratterizzata dall'assenza di legami di integrazione verticale rispetto ai servizi di accesso alla rete.

Nasce Fibercop
Nella newco è previsto l'ingresso del fondo americano Kkr con il 37,5% e di Fastweb che scambierà il suo 20% nella jv Flash Fiber con il 4,5 per cento di Fibercop. In un secondo momento anche la Cassa dovrebbe entrare nella nuova società, ma le modalitàdovrebbero essere discusse dopo l'approvazione di oggi delle linee generali.

L'accordo tra Cdp e Tim si fonda sull'assegnazione del controllo della società unica della rete all'ex monopolista. Come contrappeso, Cdp avrà invece la maggioranza in Cda, godendo di importanti poteri di veto. A Tim spetterà l'indicazione dell'amministratore delegato, che dovrà avere il beneplacito della Cassa. Viceversa per il presidente: sarà nominato da Cdp con il placet di Tim. Resta sullo sfondo il nodo della quota di Enel in Open Fiber, partecipazione per cui si è fatto avanti il fondo australiano Macquarie. L'altro 50% di Open Fiber è in mano alla Cassa che ha un diritto di prelazione sull'intera quota di Enel.
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