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La polemica per il coccodrillo

Jane Birkin minaccia Hermes: "Togliete il mio nome da quella borsa"

Divorzio possibile tra la musa ispiratrice della borsa icona e la maison francese: l'attrice ha dichiarato di essere venuta a conoscenza della crudeltà dei metodi utilizzati per macellare i rettili in tempi recenti e non vuole più il suo nome sulla bag in coccodrillo. La maison: "Sanzioni manifeste infrazione"

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di Annalisa FantilliRoma "Togliete il mio nome da quella borsa!". Non è l'ultimo capriccio di una star, ma l’appello minaccioso e tormentato di Jane Birkin, attrice e musa dell’omonima borsa di coccodrillo di Hermes.

Bag del desiderio per le donne di mezzo mondo, quella croce – dal prezzo esorbitante – e quella delizia – dall’innegabile eleganza – ha stregato, incantato, impoverito fashion girl di tutti i tempi.

Ma ora potrebbe perdere il suo nome. La borsa è stata dedicata a Jane agli inizi degli Anni 80, ma la sua musa è venuta a conoscenza della crudeltà dei metodi utilizzati per macellare i rettili solo in tempi recenti, lanciando così l'accorato appello.

La Maison del lusso ha replicato promettendo all’artista delle sanzioni in caso di "manifeste infrazioni" negli allevamenti di coccodrilli di cui è partner.

Polemiche a parte, l’epilogo dell’unione tra Hermes e Birkin non sembra molto vicino, chissà se Hermes potrebbe davvero accettare il divorzio. A giugno, un modello in coccodrillo fucsia, con rifiniture in oro e tempestata di diamanti, è stato venduto per oltre 200mila euro da Christie's a Hong Kong.

Sarebbe davvero un divorzio milionario.
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