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ITINERARI

Il fondatore Fabio Zaffagnini: «Racconteremo l'Italia in 80 sentieri»

Trail me up. E' tutta italiana la street view dei sentieri che fa concorrenza a Google

A Cesena c'è una start up che ha inventato qualcosa che a Google ancora non era mai venuto in mente: realizzano streetview dei sentieri del mondo percorribili solo a piedi. Il team di Trail me up ha inventato zaini con fotocamere integrate che vengono indossati da volontari appassionati di trekking. Fabio Zaffagnini, 38enne di Fusignano in provincia di Ravenna, ce la racconta

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Cesena C’era una volta un geologo marino innamorato del viaggio si fa venire un’idea: inaugurare la street view dei sentieri sul web. «Ero intenzionato a fare della mia passione un lavoro e 3 anni fa mi è venuta l’idea: far sì che chiunque potesse vedere certi paesaggi, sconosciuti e inediti restando davanti al pc». Fabio Zaffagnini, 38enne di Fusignano in provincia di Ravenna, racconta di come si sia imbarcato in questa avventura imprenditoriale senza molte competenze informatiche ma pieno di grinta. «Mi ero accorto che sul web ancora non esisteva nulla di dedicato alla mappatura dei sentieri, quindi ho cominciato ad informarmi su come si potesse realizzare il mio progetto».  Fabio si è rivolto ad amici, parenti esperti di web, è diventato il più assiduo frequentatore di forum “da nerd”: «In un estate abbiamo creato il prototipo di un apparecchio in grado di scattare fotografie in sequenza che potessero essere trasformate in un tour virtuale».  Da quando sono diventati una vera e propria start up, Fabio e il suo team sono riusciti a mappare diversi percorsi in Italia e all'estero, dalle isole Tremiti alla Red Valley in Cappadocia, dal Parco Nazionale di Yosemite alle colline della Basilicata. All’inizio dell’estate hanno lanciato un’iniziativa, “Il Giro d’Italia in 80 sentieri”, con l’intento di mappare gli 80 percorsi a piedi più rappresentativi.

I primi esperimenti
Dopo aver bruciato svariate macchinette fotografiche e aver distrutto decine di supporti,  al terzo tentativo Fabio è arrivato al prototipo che poi è stato realizzato in serie.  «Il primo collaudo l’ho fatto con il mio attuale socio Gabriele sul Gran Sasso, in Abruzzo. Era il giorno di ferragosto e in montagna non c’era un anima. A 10 minuti dalla vetta ha iniziato a piovere e sulla via del ritorno il mio amico si è rotto un ginocchio- racconta divertito Fabio- Ho capito che stavamo andando nella direzione giusta solo quando ho portato il mio zaino negli Stati Uniti: ho incontrato moltissime persone entusiaste della mia idea, che mi davano pacche sulle spalle e mi incitavano a continuare».

Il decollo di Trail me up
A febbraio 2012 Fabio pubblica la prima street view di un sentiero: sul web non si era mai vista una cosa simile. Qualche mese dopo arrivano i salti di qualità, dal brevetto alla realizzazione degli zaini. «Oggi abbiamo a disposizione 30 esemplari- spiega Fabio- In ogni zaino abbiamo montato sei fotocamere GoPro sincronizzate con un controllo wifi, una bussola, un sistema gps: queste macchine scattano foto ogni 5/10secondi in base alla velocità di chi porta lo strumento. Una volta finito il percorso, le immagini raccolte vengono elaborate con uno specifico software». Per affrontare le spese ancora hanno fatto affidamento sul web, creando un crowdfounding che gli ha permesso fare investimenti e partecipare ad alcuni bandi europei.

Il sentiero sei tu
Per realizzare questa mappatura, Trail me up si avvale di una rete di volontari che si porpone sul web. «Non creiamo solo prodotti su committenza (mappature per tour operator, agenzie turistiche pubbliche o privati). Riceviamo centinaia di richieste da parte di persone che vogliono fa conoscere il luogo dove vivono. Cerchiamo sempre di valorizzare il lavoro dei nostri “viandanti”: senza di loro non saremmo in grado di portare avanti il progetto». Secondo Fabio questo tipo di attività può essere la chiave per rilanciare un territorio, per farlo conoscere: «Proprio per questo abbiamo cercato di rendere più ricchi i nostri percorsi virtuali: navigando per i nostri sentieri ci si imbatte spesso in contenuti interattivi con note di approfondimento, curiosità, leggende».

I contatti con Google
Ai sentieri a piedi Google non ci aveva ancora pensato. Il colosso di Mountain View ha notato l’attività di Trail me up e ha tentato di mettersi in contatto con la piccola realtà italiana: «Abbiamo ricevuto una telefonata da loro a maggio dell’anno scorso- dice Fabio- ma non abbiamo trovato nessun tipo di accordo. Non nascondo che quando ho ricevuto la loro telefonata mi siano tremate un po’ le ginocchia». Quando gli chiediamo come ci si sente a essere in competizione con un’azienda simile, Fabio non ha dubbi: «Si tratta di una società talmente grande che sarebbe ridicolo parlare di competizione: diciamo piuttosto che quella è la nostra fonte di ispirazione». 
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