Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Travolto-in-retromarcia-il-ragazzo-investito-dopo-una-rissa-a-Bastia-Umbra-52959fd9-90f5-4ae3-b1ab-4c90869d9375.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Tre giovani arrestati per omicidio preterintenzionale e rissa

Travolto in retromarcia il ragazzo morto dopo una rissa a Bastia Umbra

I tre giovani, alla presenza degli avvocati, hanno detto di non essersi accorti di avere investito la vittima. Il 24enne era a terra svenuto dopo essere stato colpito con un pugno da uno dei tre a bordo dell’auto
 

Condividi
Davanti solo un muro: unica possibiltà era andare in retromarcia. Si è difeso così il ragazzo che era al volante dell’auto, che ha travolto e ucciso, un 24enne di Spoleto dopo una rissa fra due gruppi di giovani. I fatti sono avvenuti la notte tra venerdì e sabato, nel parcheggio di un locale di Bastia Umbra.
 
Lui e due suoi amici coetanei sono stati arrestati dai Carabinieri di Assisi, per omicidio preterintenzionale e rissa.
 
I tre, alla presenza degli avvocati, hanno detto di non essersi accorti di avere investito la vittima. Il 24enne era a terra svenuto dopo essere stato colpito con un pugno da uno dei tre a bordo dell’auto.
 
Secondo la loro versione l'auto sarebbe stata accerchiata e colpita a bastonate dal gruppo di ragazzi di Spoleto. Una reazione, forse, dopo aver dato un colpo di clacson per far spostare i giovani “rivali” dalla strada.

Il vescovo di Assisi
"Una riflessione è necessaria nella Chiesa e nella società'". È l’invito del vescovo della diocesi di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino dopo la morte del 24enne durante una rissa. Alla famiglia invia "sentimenti di vicinanza e di preghiera".
 
"Come siano andate le cose, lo stabilirà la magistratura. Intanto un ragazzo è morto, e immagino che cosa questo possa significare per la sua famiglia. Resta il fatto - aggiunge - che, ancora una volta, nel clima di un divertimento spericolato, in cui è così facile portare le emozioni all'inverosimile, forse sotto l'effetto di alcool o altre sostanze, può succedere di tutto. Ma che il clima giovanile, e non solo, giunga a questi livelli di imbarbarimento, ci interroga tutti.
"Come Chiesa ci sentiamo interpellati, dato che l'attenzione al mondo giovanile è sicuramente una delle nostre priorità. Purtroppo la maggior parte dei giovani, dopo l'età della cresima, si allontana dalle parrocchie, e a parte i pochi che frequentano i nostri oratori, il mondo dei giovani è sfuggente e di difficile controllo anche da parte delle famiglie e delle altre agenzie sociali e culturali - prosegue - Del resto, che cosa ci si può aspettare da una società in cui la stessa famiglia è in crisi così profonda? La scuola fa la sua parte conclude -il vescovo Sorrentino- ma non basta".
 
Condividi