ITALIA
Verso il voto
Referendum Trivelle, Emiliano: Renzi venditore di pentole, studi la materia come faccio io
"Il Presidente del Consiglio dice due bugie: la prima è che ci sarà una perdita di posti di lavoro. La seconda bugia è che se vince il referendum si bloccano le coltivazione dei pozzi , non è vero". Il presidente della Puglia, Michele Emiliano attacca la dirigenza del Partito Democratico.

Emiliano insiste: "mi fa arrabbiare il fatto che si dicano cose diverse dalla verità. E' una normativa complicata, perchè se uno si accontenta che uno gli metta sotto il naso una velina, è possibile che ne combini di tutti i colori".
"Ma il presidente del Consiglio e segretario del partito - ha spiegato - non deve parlare sulla base di documenti che gli mettono sotto il naso. Deve studiare le norme da solo come faccio io". Emiliano si riferisce a quelle che ha definito "due bugie del presidente del Consiglio". E cioè che se vincerà il sì al referendum ci sarà una perdita di posti di lavoro e si dovranno bloccare i pozzi. Per Emiliano "non è vero, perché se vincerà il sì "rientrerà in vigore la legge del 91 che prevedeva la proroga della concessione dei pozzi di cinque anni in cinque anni nella fase finale" ma "con i controlli delle Regioni". "Peraltro - ha rilevato - i posti di lavoro per il presidente prima erano quattromila ora sono diecimila. E di questo passo non so cosa combinerà". Emiliano ha poi aggiunto che "quando ci fu il referendum sull'acqua fu proprio Renzi a chiedere a Berlusconi l'accorpamento e l'election day". Per Emiliano se la stessa scelta fosse sta fatta in questa occasione "avremmo risparmiato i soldi e soprattutto non ci saremmo presi a parolacce". "Se anziché dare indicazioni di astensione - ha proseguito - il presidente del Consiglio avesse detto molto semplicemente decidete in coscienza io non avrei neanche aperto la bocca. Non avrei detto una parola sul referendum". Però, ha concluso, "non si può dare l'indirizzo di astensione per i media, cioè per tenere liberi gli spazi televisivi, e poi lasciare libertà di coscienza: è questo modo negoziante di fare politica che non mi piace".