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MONDO

New York

Assemblea Onu, attesa per l'intervento di Donald Trump

La "prima" del nuovo presidente al Palazzo di Vetro

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Oggi, è un "Grande giorno alle Nazioni Unite - stanno accadendo molte cose buone e alcune complicate. Noi abbiamo un ottimo team. Grande discorso alle 10:00 A.M.", ovvero le 16:00 in Italia.

Così il presidente degli Stati Uniti ha anticipato il suo intervento a Palazzo di Vetro. Per Trump è un debutto assoluto, la prima occasione per professare davanti all'intera comunità internazionale il suo credo dell'America First. A cominciare proprio dall'accordo sul clima, che il presidente americano giudica estremamente svantaggioso e penalizzante per gli Usa, così come la maggior parte dei grandi trattati commerciali che vorrebbe smantellare e rinegoziare.

E la prima sferzata del tycoon non si è fatta attendere, al suo primo intervento durante un incontro di alto livello sulla riforma delle Nazioni Unite. "Gli Stati Uniti sono impegnati a riformare l'Onu, nata su principi nobili ma con la burocrazia e la cattiva gestione che ne limitano il potenziale", ha sottolineato il presidente americano, per il quale poi "nessun Paese dovrebbe accollarsi un peso troppo grande", come quello degli Stati Uniti, per il funzionamento dell'organizzazione internazionale. Ecco quindi la necessità di cambiare il 'business as usual'. Un obiettivo sul quale Trump ha comunque assicurato di voler collaborare con il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, sostenendo il suo piano di riorganizzazione. Toni, dunque, sicuramente più concilianti da quando il tycoon definì l'Onu "un club delle chiacchiere".

Ma è quello del clima il dossier che in queste ore agita di più i corridoi del Palazzo di Vetro, in attesa del discorso di Trump ma anche dell'evento organizzato dal presidente francese Emmanuel Macron in difesa degli accordi di Parigi. C'è un senso di confusione sulla reale posizione degli Usa, generato nel fine settimana da una serie di dichiarazioni contraddittorie. Incontrando i ministri dell'ambiente e dell'energia di una decina di Paesi, Cohn ha comunque tagliato corto: gli Stati Uniti confermano di uscire dall'accordo di Parigi come promesso da Trump in campagna elettorale e annunciato dallo stresso presidente lo scorso giugno. "A meno che - ha aggiunto il consigliere economico della Casa Bianca - non si rinegozino termini più favorevoli agli Usa".

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