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ECONOMIA

Tutte le borse guardano alla Fed continua lo sprint di Ferrari

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di Fabrizio Patti
C'è un clima di attesa sui mercati. Ieri la borsa di Milano ha chiuso praticamente invariata, oggi pochi minuti dopo l'apertura segna +0,19%. Nel resto d'Europa Londra -0,02%, Francoforte +0,03%.
Ieri invece massimi storici a Wall Street per gli indici Dow Jones e S&P 500, spinti dai conti trimestrali delle imprese americane, che in 8 casi su dieci si sono fin qui rivelati migliori delle attese.
Nella notte lieve discesa per i listini di Shanghai e Shenzhen, calo maggiore per Hong Kong (-0,5%), mentre Tokyo è chiusa per la festa della Giornata della Cultura.
L'attesa è per le parole che questa sera pronuncerà Jerome Powell, il governatore della banca centrale statunitense. Praticamente certa, secondo gli analisti, la riduzione degli acquisti di titoli già da questo mese. Ma ancora più importanti saranno le valutazioni sulla natura e durata dell'inflazione; saranno segnali sulla volontà o meno di alzare i tassi già nel 2022. Domani poi toccherà alla banca d'Inghilterra.
Dopo la riunione della Bce, giovedì scorso, il rendimento del Btp italiano era salito di 30 punti base. Ieri c'è stata una inversione di tendenza, il rendimento è sceso all'1,09%. Oggi è all'1,06%. Lo spread con il bund tedesco è a quota 124 punti, due in più di ieri.
Tra i titoli a Piazza Affari, maggiori rialzi per Ferrari (+3,33%), sulla scia della trimestrale diffusa ieri. A seguire Exor, +1,50%. Maggiori ribassi, invece, per Eni (-1,24%) e Prysmian (-2,27%). 
 
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