MONDO
Per i maggiori centri si andrà al ballottaggio
Ucraina, elezioni amministrative tra accuse e divisioni

Le amministrative, le prime dopo rivoluzione che ha spodestato l'ex capo di Stato Viktor Yanukovich, hanno evidenziato come il presidente Petro Poroshenko e il premier Arseni Yatseniuk fatichino a tenere città e regioni veramente sotto controllo. Il capo dello Stato si è augurato comunque domenica sera via Twitter che il conteggio finale sia "corretto" e i risultati ufficiali "rapidi". Il presidente ha anche definito "inaccettabile" la caotica situazione di alcune circoscrizioni dove il voto è stato annullato per vizi formali.
Se da un lato non si è votato in Crimea, annessa dalla Russia lo scorso anno, e nei territori del Donbass intorno ai capoluoghi di Donetsk e Lugansk, dove i separasti hanno fissato la tornata elettorale per febbraio 2016, anche dall'altro l'Ucraina rimane un Paese spaccato, con l'opposizione erede di Yanukovich di nuovo alla carica nelle regioni orientali e meridionali e i nazionalisti che dominano all'Ovest.
La campagna elettorale, già viziata da numerose scorrettezze e intimidazioni, ha inoltre tenuto lontano gli elettori e solo un ucraino su due si è recato alle urne, il 46,62% secondo i dati ufficiali della commissione elettorale. Grande la disillusione in un Paese segnato dalla guerra e sull'orlo del collasso economico. Il partito del primo ministro, crollato negli ultimi mesi dal 22 all'1%, non ha nemmeno partecipato al voto. Nei maggiori centri si andrà così fra tre settimane al ballottaggio tra i candidati sostenuti dai poteri forti.
A Kiev il favorito rimane il sindaco in carica Vitaly Klitschko, ex campione del mondo dei pesi massimi alleato di Poroshenko, che si è guadagnato già il 40% e dovrà vedersela ora con il secondo arrivato Volodymyr Bondarenko, l'uomo di Yulia Tymoshenko nella capitale. A Kharkiv, seconda città dell'Ucraina a pochi km dal confine con la Russia, ha stravinto invece al primo turno con quasi il 60% Gennady Kernes, sino a due anni fa molto vicino a Yanukovich, oggi sponsorizzato invece da Igor Kolomoisky, potente oligarca ed ex governatore di Dnipropetrovsk inviso al presidente. Qui il duello sarà tra il suo delfino Boris Filatov e Olexandr Vilkul, mandato in pista dal Blocco d'opposizione, dietro il quale sta l'altro grande magnate del Donbass, Rinat Akhmetov.
Yuri Boiko, leader del Blocco, ha denunciato violazioni in mezzo paese e affermato di non voler riconoscere il risultato di Kharkiv, dove il suo partito è stato escluso alla vigilia. Anche a Odessa, dove il duello il 15 novembre sarà fra il borgomastro in carica Gennady Trukhanov e Sasha Borovik, consigliere del governatore regionale Mikhail Saakashvili, sono piovute accuse da tutte le parti per numerose irregolarità rilevate durante il voto. Anche il Partito di Yulia Tymoshenko, alleato con quello di Poroshenko a Kiev, ha segnalato violazioni dappertutto, dal Mar Nero ai Carpazi.
Negli oblast dell'Ovest, tradizionali roccaforti nazionaliste, l'estrema destra di Svoboda ha piazzato il sindaco di Ternopil e rimane il secondo partito a Leopoli, dietro quello di Poroshenko. Nel capoluogo regionale è comunque favorito per il terzo mandato Andrey Sadovy, numero uno del centrista Samopoomich (Autoaiuto), formazione in crescita non solo nella parte occidentale dell'Ucraina, ma con un ruolo sempre maggiore anche a Kiev. I risultati finali di tutte le regioni dovrebbero arrivare mercoledì e nelle prossime settimane a conti fatti si vedrà quali effetti concreti si sentiranno nella capitale dove il presidente Poroshenko ha annunciato rimpasti di governo e nuove riforme.