MONDO
Ue: i controlli alle frontiere interne Schengen prorogati fino a febbraio

La scorsa primavera, si erano create quelle "circostanze eccezionali" previste dall'articolo 29 del codice Schengen per giustificare la temporanea deroga alla libera circolazione delle persone. Era infatti il momento in cui "gravi mancanze nella gestione delle frontiere esterne in Grecia e il numero elevato di migranti irregolari" che cercavano di raggiungere il Nord Europa hanno spinto i cinque paesi a ripristinare i controlli alle rispettive frontiere. Si tratta in particolare delle frontiere dell'Austria con Ungheria e Slovenia, della Germania con l'Austria, della Danimarca con la Germania, della Svezia nei porti del Sud e dell'Ovest, della Norvegia nei porti collegati con Danimarca, Germania e Svezia.
Secondo la Commissione, i controlli effettuati sono "proporzionati e limitati al minimo necessario per rispondere alla minaccia grave rappresentata per l'ordine pubblico e la sicurezza interna dai movimenti secondari di migranti irregolari in arrivo dalla Grecia". Inoltre, ha stabilito l'esecutivo, attualmente "nessun cambiamento di circostanza giustifica una modifica di tale decisione".