EUROPA
Fumata nera a Bruxelles
Ue, niente accordo sulle nomine: nuovo vertice domani. Conte: no a pacchetto precostituito
Dopo una maratona durata tutta la notte la riunione è stata sospesa, e convocato un nuovo vertice domani mattina alle 11. La Cancelliera tedesca Merkel: "Nessun candidato aveva la maggioranza, ancora fiduciosa". Il presidente francese Macron: "È stato un fallimento, pessima immagine dell'Europa". Il premier spagnolo Sanchez: "Il Ppe non ha rispettato l'accordo su Timmermans". Conte a Merkel e Macron: "Così soffiate sull'antieuropeismo"

Conte a Merkel e Macron: così soffiate sull'antieuropeismo
"Cari colleghi, vi rivolgo un accorato appello, state commettendo un madornale errore. Se insistete su questo pacchetto di nomine senza tener conto delle nostre richieste, non mancate di rispetto a me ma a tutti i milioni di cittadini che rappresento" e ai milioni di cittadini di Paesi fuori dall'accordo. E' il discorso che Giuseppe Conte ha fatto in Consiglio europeo. Il premier si è opposto all'accordo di Merkel e Macron avvertendo che rischiava di "soffiare sull'antieuropeismo".
Palazzo Chigi: Conte ha creato fronte anti "Europa a due"
Giuseppe Conte è arrivato a Bruxelles "convinto che non servisse un veto" su Timmermans ma poi "si è trovato davanti il muro franco tedesco, compatto nel voler imporre un pacchetto 'prendere o lasciare'. Allora per Conte è diventata una questione di principio e metodo, di rispetto del ruolo dell'Italia e del Consiglio europeo, perché "l'Europa è a 28 e non a due". Su questa posizione Conte è riuscito a portare anche gli altri Paesi contrari a Timmermans creando un fronte di 11". Lo spiegano fonti di Palazzo Chigi.
"No a pacchetto precostituito"
"L'Italia non può accettare un pacchetto precostituito nato altrove", ha detto il presidente del Consiglio, riferendosi al cosiddetto 'pacchetto Osaka' sulle nomine Ue, messo a punto durante il G20 in Giappone. L'Italia non è contro Timmermans, persona di valore e grande esperienza, ma il metodo" sulle nomine "con un pacchetto che include anche Timmermans", dice il presidente del Consiglio. Conte ha confermato che l'Italia e "altri 10, 11 paesi" si sono schierati contro la nomina di Timmermans. L'Italia si è opposta al 'pacchetto Osaka', cioè lo schema di nomine Ue proposto da Francia, Germania, Spagna e Paesi Bassi, perché "ne ha fatto una questione di metodo: io personalmente ho spiegato che, se mi siedo qui, è perché, a termini del trattato, è previsto che la proposta sia formulata dai componenti del Consiglio Europeo. Quindi voglio che la proposta sia discussa qui, sia motivata qui e ci si confronti qui. Se nasce altrove, mi dispiace ma non la accetto", dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
"Confido su soluzione alternativa"
"Domani confido in una soluzione alternativa" sulle nomine, alla quale "stavamo già cercando di lavorare andando via" dal summit, durato oltre 18 ore, dice Conte, lasciando la riunione del Consiglio Europeo, a Bruxelles, per tornare a Roma.
"Conti pubblici, oggi assestamento di bilancio"
Sui conti pubblici Conte rassicura: "Oggi faremo l'assestamento di bilancio in Consiglio dei ministri, io confido sempre di poter evitare la procedura di infrazione, i numeri sono sempre positivi, non sono cambiati".
Merkel: nessun candidato aveva la maggioranza. Ancora fiduciosa
"Non siamo andati al voto perché nessun candidato avrebbe avuto la maggioranza", ha detto la Cancelliera Angela Merkel al termine del vertice Ue sulle nomine. Inoltre, anche una maggioranza con un margine troppo esiguo, ha poi aggiunto Merkel, "non sarebbe stato abbastanza, anche se sufficiente in base alle regole, al fine di evitare tensioni" che avrebbero potuto condizionare il futuro dell'Ue. Merkel, si è detta ancora fiduciosa che i leader Ue possano riuscire a trovare un compromesso sulle nomine. "Spero che con la buona volontà bun compromesso sia possibile", ha affermato la leader tedesca, dopo la sospensione dei colloqui.
"Votare contro l'intero gruppo di Visegrad e un paese come l'Italia sarebbe davvero difficile" perché "potrebbe portare a tensioni" nel futuro, ha detto Merkel dopo la sospensione del vertice Ue sulle nomine. I leader Ue vogliono raggiungere "il più alto consenso possibile", ha aggiunto Merkel. "Sono consapevole che stiamo dando una brutta immagine ai cittadini, ma siamo impegnati a trovare un compromesso", ha poi aggiunto la cancelliera.
Macron: è stato un fallimento, pessima immagine dell'Europa
"Abbiamo chiuso questa giornata con quello che possiamo definire un fallimento perché nessun risultato è stato trovato. Penso che sia una pessima immagine che diamo al contempo del Consiglio e dell'Europa. Nessuno può dirsi soddisfatto". Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, al termine del Vertice sulle nomine. "Questo fallimento è quello di divisioni, divisioni politiche dentro il Partito popolare europeo che ha segnato il dissenso dei suoi leader e divisione geografica nel Consiglio che ha condotto malgrado tutti gli sforzi a rinviare la decisione a domani", ha spiegato Macron.
I capi di Stato e di governo domani non faranno "uscire dal cappello personalità nuove", ma cercheranno di "comporre" una squadra sulla base dei nomi che sono già usciti, ha detto il presidente francese. Macron ha citato Frans Timmermans, Margrethe Vestaer e Michel Barnier e "altri candidati che sono stati nominati" tra le persone che "hanno la competenza" per ricoprire i massimi incarichi dell'Ue.
Sanchez: Ppe non ha rispettato accordo su Timmermans
"Bisogna parlare chiaramente: il Ppe non ha rispettato l'accordo che prevedeva Timmermans alla presidenza della commissione e Weber a quella del parlamento", ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez all'uscita del Consiglio europeo.
Il negoziato ad oltranza
Dopo sette estenuanti ore di negoziato i leader popolari, dopo averlo accolto inizialmente con estrema freddezza, stavano convergendo stamane sull'accordo raggiunto ad Osaka dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron ed i premier olandese e spagnolo Mark Rutte e Pedro Sanchez, che prevede l'arrivo di Frans Timmermans sulla poltrona della presidenza della Commissione europea e Manfred Weber su quella dell'Eurocamera, per i prossimi cinque anni. Gli incontri bilaterali erano proseguiti nella notte con l'obiettivo di consolidare la possibile intesa. Restavano comunque ancora da riempire, le caselle dell'Alto rappresentante e del vertice del Consiglio, che sulla base del rispetto dell'equilibrio geografico e di genere, dovrebbero tingersi entrambe di rosa.
Ma a dare il segnale dell'evoluzione, era stato un video girato intorno a mezzanotte dal premier bulgaro Boyko Borissov, che alla sospensione dei lavori del summit ha lasciato la sede del Consiglio europeo per incontrare Timmermans nella sede della sua rappresentanza permanente. "Sta emergendo un compromesso" aveva detto a Timmermans, prima che la clip si interrompesse.
Nel frattempo fonti diplomatiche avevano segnalato una progressiva retromarcia dei leader del Ppe, che entrati al vertice con una posizione in netto contrasto con quella di Merkel e infastiditi dalla mossa della cancelliera - dopo aver fatto la voce grossa esprimendo tutto il loro dissenso – avevano deciso di allinearsi alla posizione della tedesca. Strenui oppositori i capi di stato e di governo dei Paesi Visegrad, con Polonia e Ungheria intesta, e Viktor Orban che ha definito la scelta di Timmermans come "il più grande errore della storia". Ma i quattro, da soli, non raggiungono il peso specifico necessario per poterla bloccare. Tra l'altro, la premier britannica Theresa May ha fatto sapere che, nel caso di un voto, starà dalla parte della maggioranza.
Intanto Il nome di Christine Lagarde, l'attuale direttore del Fondo Monetario Internazionale, è in discussione tra i possibili candidati per succedere a Mario Draghi come presidente della Banca centrale europea.