ITALIA
34 anni fa la strage
Ustica: la Francia inizia a collaborare. Napolitano: "Ora la verità"
Alcuni magistrati romani avrebbero interrogato di recente militari francesi riguardo ai movimenti di mezzi aerei e navali sul Mar Tirreno la sera 27 giugno 1980

Nel corso di quella che è stata definita una "cospicua collaborazione" tra le autorità italiane e francesi, alcuni magistrati romani avrebbero di recente interrogato militari francesi riguardo ai movimenti di mezzi aerei e navali sul Tirreno la sera 27 giugno 1980. Un aspetto cruciale, perchè tra le ipotesi al vaglio c'è anche quella che l'aereo italiano sia stato abbattuto per errore da un caccia francese, in azione per colpire un aereo con il presidente libico Gheddafi. Accuse da cui la Francia si è sempre difesa affermando che la base dei caccia in Corsica, avrebbe chiuso alle 17, ore prima del disastro.
La svolta: i caccia volarono fino a tarda notte
Nelle risposte, invece, i militari dell’Armée de l’Air avrebbero ammesso per la prima volta che i caccia della base di Solenzara in Corsica, sospettati di essere direttamente coinvolti nell’abbattimento del DC9 Itavia, volarono fino a tarda sera. Una svolta clamorosa, che denota anche un'apertura dei vertici e del governo di Hollande. È impossibile, infatti, che le dichiarazioni degli ex militari non siano state autorizzate dall'alto.
Napolitano: "Fare ogni sforzo per la verità"
Nel suo messaggio al Presidente dell'Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica Daria Bonfietti Napolitano esprime "la tenace sollecitazione a compiere ogni ulteriore sforzo possibile - anche sul piano internazionale - per giungere ad una esaustiva ricostruzione di quello che avvenne nei cieli di Ustica impegna tutte le istituzioni a fare la loro parte perché si giunga all'accertamento della verità".
Bonfietti a Renzi: "C'è bisogno di verità"
L'appello di Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione parenti delle vittime, al premier Renzi: "C'è bisogno ancora di verità". "Solo la magistratura - ha detto la Bonfietti - può scrivere l'ultima pagina, delineare le responsabilità nel cielo, ma può farlo con il contributo delle informazioni che vengono da stati amici e alleati. Fino ad ora questa collaborazione non è stata esauriente, e allora è la politica estera del nostro Paese che deve diventare protagonista".