MONDO
Il caso
Vaccino italiano contro Ebola. Notizie, smentite e speranze: "10mila dosi per fase 2 in loco"
Falsa la notizia che l'Oms sarebbe intenzionata a chiedere una commessa di un milione di vaccini alla Okairos e all'Irbm di Pomezia. Solo 10mila dosi per la sperimentazione e, se dovesse andare bene, somministrazioni sul campo nella primavera 2015

La smentita
In un primo momento si era diffusa la notizia che l'Oms fosse in trattativa con la multinazionale GlaxoSmithKline (Gsk), a cui Okairos aveva ceduto la proprietà del prodotto, per la fornitura di un milione di dosi entro il 2015. Ma la commessa è stata smentita dal biologo molecolare Riccardo Cortese, fondatore di Okairos: "Non mi risulta fondata la notizia che tale vaccino sia stato adottato dall'Oms, e non c'è stata nessuna richiesta per una fornitura di un milione di dosi".
"Produzioni difficili e lunghe"
Anche dalla GlaxoSmithKline precisano che il vaccino è nella prima fase di sperimentazione sull'uomo e solo intorno alla fine del primo trimestre 2015 si potrà pensare ad una seconda fase con la somministrazione a personale medico che lavora sul campo. "Il discorso è che queste sono produzioni difficilissime: un vaccino ci mette dai 10 ai 12 anni per essere sviluppato - spiega Massimo Ascani, responsabile della comunicazione di Gsk - Abbiamo messo insieme un Consorzio (di cui fanno parte Gsk e Okairos) per attivare la sperimentazione. In sostanza, fino a due settimane fa si sapeva solo che il nostro vaccino funzionava sugli animali: non si deve, quindi, sensazionalizzare e alimentare false aspettative, anche se tutti speriamo in una riuscita del vaccino".
Le 3 fasi di sperimentazione del vaccino
"Per capire se il vaccino può funzionare o meno, sono necessarie tre fasi: una fase 1 in cui si deve capire se funziona; una fase 2 in cui si allarga la sperimentazione; una fase 3 di registrazione del vaccino. La fase 1 prevede che i risultati, se saranno positivi, arrivino tra dicembre 2014 e inizio 2015".
"Fase 2 in loco"
In contemporanea si cercano di produrre 10mila dosi, cosa non facile né immediata, "e se dovessero andare bene gli studi di fase 1, è intenzione del Consorzio d'accordo con l'Oms (Organizzazione mondiale Sanità) di sviluppare la fase 2 direttamente nei luoghi interessati così che possa esserci una protezione aggiuntiva per gli operatori sanitari là dove ci sono i focolai: la decisione dipenderà ovviamente dall'Oms e dalle autorità sanitarie indipendenti di esperti", sottolinea Ascani.
Il vaccino quanto costerà?
"Non si può stabilire quanto possa costare la produzione allargata del virus - precisa Ascani - ma noi di Gsk siamo consapevoli dei nostri doveri e abbiamo sistemi di prezzi agevolati a seconda delle condizioni economiche dei Paesi che hanno bisogno".