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MONDO

Il caso

Vaccino italiano contro Ebola. Notizie, smentite e speranze: "10mila dosi per fase 2 in loco"

Falsa la notizia che l'Oms sarebbe intenzionata a chiedere una commessa di un milione di vaccini alla Okairos e all'Irbm di Pomezia. Solo 10mila dosi per la sperimentazione e, se  dovesse andare bene, somministrazioni sul campo nella primavera 2015

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di Carlotta Macerollo Mentre ebola continua a mietere vittime in Africa occidentale e alcuni casi si sono verificati anche in America ed Europa, si rincorrono speranze e notizie su un possibile vaccino sviluppato da un gruppo di ricercatori italiani contro il virus e si sono accesi i riflettori sulla azienda biotech Okairos, con sede in Svizzera e laboratori a Napoli e a Pomezia (in joint venture con l'Irbm Science Park).

La smentita
In un primo momento si era diffusa la notizia che l'Oms fosse in trattativa con la multinazionale GlaxoSmithKline (Gsk), a cui Okairos aveva ceduto la proprietà del prodotto, per la fornitura di un milione di dosi entro il 2015. Ma la commessa è stata smentita dal biologo molecolare Riccardo Cortese, fondatore di Okairos: "Non mi risulta fondata la notizia che tale vaccino sia stato adottato dall'Oms, e non c'è stata nessuna richiesta per una fornitura di un milione di dosi".

"Produzioni difficili e lunghe"
Anche dalla GlaxoSmithKline precisano che il vaccino è nella prima fase di sperimentazione sull'uomo e solo intorno alla fine del primo trimestre 2015 si potrà pensare ad una seconda fase con la somministrazione a personale medico che lavora sul campo. "Il discorso è che queste sono produzioni difficilissime: un vaccino ci mette dai 10 ai 12 anni per essere sviluppato - spiega Massimo Ascani, responsabile della comunicazione di Gsk - Abbiamo messo insieme un Consorzio (di cui fanno parte Gsk e Okairos) per attivare la sperimentazione. In sostanza, fino a due settimane fa si sapeva solo che il nostro vaccino funzionava sugli animali: non si deve, quindi, sensazionalizzare e alimentare false aspettative, anche se tutti speriamo in una riuscita del vaccino".

Le 3 fasi di sperimentazione del vaccino
"Per capire se il vaccino può funzionare o meno, sono necessarie tre fasi: una fase 1 in cui si deve capire se funziona; una fase 2 in cui si allarga la sperimentazione; una fase 3 di registrazione del vaccino. La fase 1 prevede che i risultati, se saranno positivi, arrivino tra dicembre 2014 e inizio 2015".

"Fase 2 in loco"
In contemporanea si cercano di produrre 10mila dosi, cosa non facile né immediata, "e se dovessero andare bene gli studi di fase 1, è intenzione del Consorzio d'accordo con l'Oms (Organizzazione mondiale Sanità) di sviluppare la fase 2 direttamente nei luoghi interessati così che possa esserci una protezione aggiuntiva per gli operatori sanitari là dove ci sono i focolai: la decisione dipenderà ovviamente dall'Oms e dalle autorità sanitarie indipendenti di esperti", sottolinea Ascani.

Il vaccino quanto costerà?
"Non si può stabilire quanto possa costare la produzione allargata del virus - precisa Ascani - ma noi di Gsk siamo consapevoli dei nostri doveri e abbiamo sistemi di prezzi agevolati a seconda delle condizioni economiche dei Paesi che hanno bisogno".
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