Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Venerdi-13-piu-pauroso-di-Halloween-Scaramanzie-e-riti-per-scongiurare-una-giornata-nefasta-fe13ece0-3127-4d8d-972d-713b85793224.html | rainews/live/ | true
TENDENZE

La superstizione anglosassone

Venerdì 13, più pauroso di Halloween. Scaramanzie e riti per scongiurare una giornata nefasta

Un inglese, un americano e un italiano si incontrano di venerdì 13. Uno incrocia le dita, l'altro "bussa" sul legno, e il terzo scappa. Potrebbe essere questa la prima scena di un film ideato da un regista Usa e interpretato da un British e un compaesano che per sicurezza, nel dubbio, abbandona il campo   

Condividi
di Mariaceleste de Martino La festa delle tenebre di Halloween riemerge come gli zombie dalle tombe in questo venerdì 13 di novembre. Nel mondo anglosassone il 13 è come il 17 in Italia. I “credenti” vivono la giornata con il fiato sospeso e per scongiurare la malasorte suggeriscono di avere in tasca un “clover” (quadrifoglio) o una zampa di coniglio come portafortuna, proprio come gli italiani superstiziosi non si separano mai dal “corno napoletano”.
 
Il venerdì 13, sin dal Medioevo, viene considerato nefasto. Ma la credenza ha anche origini bibliche: Gesù fu crocifisso di venerdì, Eva avrebbe morso la mela proprio di venerdì, di venerdì cominciò il famoso diluvio universale e sempre di venerdì venne dato inizio alla costruzione della Torre di Babele.
 
Anche la Letteratura ci mette lo zampino: nei Racconti di Canterbury il venerdì viene indicato come giorno sfortunato per cominciare un viaggio. Anche in Italia, il venerdì non è visto come un giorno fortunato per matrimoni, partenze e iniziative artistiche. E da qui il proverbio: “Né di Venere né di Marte non ci si sposa e non si parte e non si dà inizio all’arte”. La numerologia aggiunge quel pizzico di superstizione in più: 13 è  il numero associato alla sommossa di Lucifero, anche se 13 è la somma delle singole lettere che in ebraico formano la parola “Dio”. Però, 13 erano le persone a tavola all’ultima cena con Gesù. Le letture a notte fonda, nel silenzio del buio illuminato da una luna piena (quest’anno almeno il satellite naturale della Terra è in fase di “Luna nuova”) possono far rabbrividire sfogliando il famoso romanzo del 1907 di Thomas W. Lawson  “Friday, the Thirteenth”, che giocò un ruolo fondamentale nella diffusione di questa credenza popolare. Si racconta che un agente di Borsa senza scrupoli di Wall Street se ne approfittò della superstizione per creare panico proprio di venerdì 13.
 
Pure la Storia ci si mette: di venerdì 13 (correva l’anno 1307) Filippo IV di Francia arrestò centinaia di cavalieri templari e nel libro “Il Codice Da Vinci”, l’autore Dan Brown cita questa esecuzione.

Superstizione rappresentata al cinema con film horror, che hanno rovinato l’infanzia a molti bambini. Friday the 13th (Venerdì 13) è il film che per antonomasia ha rappresentato il terrore, la superstizione, la paura.

Dagli Stati Uniti al Regno Unito il venerdì 13 andrebbe vissuto dunque con cautela. Su Twitter, Facebook e molti social network web gli scambi di “auguri” abbondano: “Best of luck”, “Break a leg”, “Fingers crossed”, “Knock on wood”, “Knock them dead”. “Blow them away”. E noi, in Italia, tocchiamo ferro e facciamo le corna 
Condividi