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ITALIA

Presunti abusi durante un ricovero della giovane

Violenza su una paziente minorenne: arrestato pediatra a Pavia

L'indagine dopo la denuncia dei genitori della ragazza. L'ospedale ha sospeso il sanitario e ha avviato una procedura disciplinare a suo carico

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Un pediatra del Policlinico San Matteo di Pavia è stato arrestato questa mattina con l'accusa di molestia su minore. Sul caso indaga la procura pavese, ma intanto l'ospedale ha sospeso il sanitario e ha avviato una procedura disciplinare a suo carico. "In relazione alle gravissime accuse che hanno portato stamane all'arresto di un suo operatore sanitario, Antonio Maria Ricci, il Policlinico San Matteo - comunica l'Irccs - ha provveduto oggi all'immediata sospensione cautelare dal servizio del medico e all'avvio della contestuale procedura disciplinare nei suoi confronti. Il quadro che emerge da quanto è contestato dai giudici della procura di Pavia è di grave rilevanza criminosa e accerta un comportamento odioso, ancor più spregevole perché coinvolge, come vittima, una minore in condizione di fragilità".

La vittima adescata su Facebook
Secondo le indagini degli agenti della Questura di Pavia, il medico aveva 'adescato' una tredicenne affetta da una grave patologia gastrointestinale chattando su Facebook per circa tre mesi.  L'indagine - spiega la Questura - è durata parecchi mesi ed è nata dalla denuncia dei genitori della ragazza, affetta da una grave patologia gastrointestinale che la rende "persona incapace di svolgere compiti e funzioni proprie della sua età". Per questo era in cura presso il reparto di gastroenterologia del Policlinico San Matteo, dove era sottoposta ad una terapia sperimentale. Ricci avrebbe svolto "un'attività di adescamento protrattasi per circa tre mesi" in cui l'uomo, con "inequivocabili chat su Facebook" teneva i contatti con la ragazza; inizialmente si proponeva come medico amichevole conquistando la fiducia della tredicenne, poi si sarebbe dimostrato molto interessato ed attratto anche fisicamente da lei fino a ad arrivare a colloqui di natura sessuale nei quali si faceva promettere un bacio. In occasione di un ricovero della paziente, la scorsa estate, il medico, approfittando del fatto che la minore fosse da sola in camera, "poneva in essere atti sessuali nei confronti della giovane consistiti in baci sulla braccia e sulla bocca su di una minore che, in considerazione del contesto e delle motivazioni pur cui si trovava in quale luogo, era in balia degli eventi" . Il pm di Pavia, Chiara Giuiusa, ha quindi chiesto gli arresti domiciliari, concessi dal gip per il pericolo di reiterazione del reato "in considerazione dell'attività svolta e del livello culturale dell'indagato che non poteva non conoscere il gravissimo disvalore degli atti compiuti ai danni di una minorenne " .
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