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MONDO

Duello all'ultimo voto

Voto in Israele, affluenza alta. Netanyahu accusa: "Portati arabi ai seggi". Herzog: "E' nel panico"

Sei milioni gli israeliani alle urne per eleggere i 120 deputati del parlamento e per scegliere un nuovo primo ministro. L'ultimo spot elettorale di Netanyahu: "Mai Palestina". Herzog e Livni: "Oggi si vota per la speranza, per battere la demoralizzazione"

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Roma Affluenza alta alle urne in Israele nel giorno in cui quasi sei milioni di elettori sono chiamati a scegliere i 120 membri della Knesset, il Parlamento monocamerale israeliano. Alle 18 ora locale ha votato il 54,6 per cento: lo riporta il sito online di Haaretz. Nel 2013 l'affluenza era stata del 55,5%. I seggi elettorali per queste legislative sono 10.372 e resteranno aperti fino alle 22, ora locale, le 21 in Italia. 

Duello di dichiarazioni
La giornata è stata caratterizzata da scontri verbali tra i leader dei due principali partiti. Il premier uscente, Benjamin Netanyahu, ha lanciato un appello via Facebook agli elettori del suo partito: "Gli elettori arabi stanno andando a votare in massa. Le organizzazioni di sinistra li portano ai seggi con gli autobus". Poi, ad urne aperte, con breve preavviso, ha convocato una conferenza stampa con alcuni giornalisti. Ma il garante delle elezioni, il giudice Salim Jubran, ha impedito la trasmissione alla radio e alla tv. "Nessuno ci chiuderà la bocca", ha assicurato il premier israeliano uscente, sottolineando che "tutto il giorno politici hanno parlato con i media".

La reazione della sinistra
"Nessun altro leader occidentale avrebbe osato pronunciare un commento così razzista", ha affermato Shelly Yacimovich, esponente del blocco dell'opposizione di centro-sinistra Unione Sionista. "Immaginate un avvertimento che inizia 'Il nuovo governo è in pericolo, elettori neri si stanno fluendo in massa ai seggi", ha aggiunto, ironizzando. Isaac Herzog, da parte sua, ha aggiunto: "Il suo panico è imbarazzante - ha dichiarato il leader dei laburisti - coloro che vogliono un primo ministro che ha a cuore i suoi cittadini e non incita o divide deve farsi avanti e andare a votare".

"Rimpiazzare Netanyahu, non la poltrona"
Tzipi Livni
, la partner di Herzog alla guida dell'alleanza di centrosinistra, ha dichiarato: "Questa è una lotta tra il sionismo e l’estremismo". Dopo aver votato a Tel Aviv, la Livni ha confermato la sua decisione di rinunciare all’alternanza per la premiership al fine di rendere più facile la formazione di una coalizione: "Io ed Herzog - ha detto - siamo alleati. Il nostro obiettivo è di rimpiazzare Netanyahu, non la poltrona".

I sondaggi
I primi exit pool saranno diffusi alle 22, ad urne chiuse. I risultati definitivi non saranno ufficializzati però prima del 25 marzo dal presidente Reuven Rivlin, anche se le consultazioni per la formazione del governo inizieranno prima. Ventidue mesi dopo la precedente consultazione, si fronteggiano per il primato essenzialmente due forze: da un lato il Likud (destra) del premier Benyamin Netanyahu da nove anni al potere, dall'altro "Campo sionista", alleanza di centrosinistra formata da Isaac Herzog, leader dei laburisti, e da Tizpi Livni, guida dei centristi di "Hatnua" (Movimento). 

Il voto
Nel calcolo della popolazione che eserciterà il diritto al voto, l'80% è costituito da ebrei, il 15% da arabi (musulmani, cristiani e drusi) e il 5% da "altri". Circa 10mila i seggi elettorali. Il totale dei voti considerati validi è diviso per 120, il numero dei seggi alla Knesset. 
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