FOOD
Grandi bottiglie
Wine Spectator: top vini 2014, il primo italiano è solo sesto. Dominio portoghese
Nella Top ten della prestigiosa rivista americana la prima etichetta italiana - Chianti Castello di Ama 2010 San Lorenzo - si piazza "solo" al sesto posto. Al primo posto il Porto. Nella Top 100 si distinguono le etichette toscane
Non è un'ottima annata e quest'anno perderemo il primato di bottiglie di vino prodotto a vantaggio dei cari nemici francesi. Troppa acqua, troppa pioggia non renderanno il 2014 un anno da ricordare. Wine spectator, la prestigiosa rivista americana, come ogni anno stila la sua Top 100, la classifica delle 100 migliori bottiglie dell'anno (non dell'annata). Così, bisogna andare al sesto posto per trovare una bottiglia del Bel Paese. Si tratta del Chianti Castello d'Ama 2010 San Lorenzo, del "vignaiolo" Marco Pallanti. Vigne e vignaioli, il rapporto fra l'uomo e la terra è imprescindibile. Il vino è il prodotto che più rivela di un territorio, in profumo, corpo ed essenza.
L'anno del Portogallo, medaglia d'oro e di bronzo
Vince una bottiglia di Porto. Dow's 2011. Il Porto, o vino di porto, è un vino liquoroso portoghese prodotto esclusivamente da uve provenienti dalla regione del Douro, nel nord del Portogallo, sita a circa 100 chilometri a est della città di Oporto, con una gradazione compresa tra i 18 e i 22 gradi.
Al secondo posto, un vino Australiano, il "Carnival of Love", della McLAren Vale. Uno Shiraz - uva internazionale, non certo autoctona - da tempo agli onori delle cronache. Medaglia di bronzo ancora per un vino portoghese, The Chryseia del 2011, sempre della regione del Douro. Stesso dicasi per la quarta piazza, dove si afferma il Quinta do Vale Meão. Quinto, un altro vino australiano, lo Chardonnay (sempre un'una internazionale), Leeuwin’s iconic Art Series.
Settimi e - dietro di noi - i francesi con un vino biologico, Clos des Papes. Ottavo il Pinot Noir di Greg Brewer and Steve Clifton, il Riva Hills 2012. Nono il Cabernet Sauvignon cileno "Don Melchor", di Concha y Toro. Decimo un Bordeaux, il Château Léoville Las Cases.
Per gli italiani nella Top 100 domina la Toscana
Per trovare un'altra etichetta italiana, bisogna scorrere la top 100 e andare al 14mo con il "Fontodi Colli della Toscana Centrale Falcianello 2011". Poi, alla ventunesima piazza, dove si afferma un altro Chianti, il Castello di Volpaia 2010. Segue, al posto numero 22 il Podere Sapaio Bolgheri Volpolo. Massolino Barolo è numero 24. Al 31mo posto Tommasi Sangiovese-Cabernet Sauvignon Toscana Poggio al Tufo Rompicollo. Il Piemonte al 39mo posto con Oddero Barolo. Numero 47, Luce della Vite Toscana Luce. Numero 76, Vietti Barbera d'Asti Tre Vigne. Numero 80 Nino Negri Valtellina Superiore Quadrio. Numero 85 Masciarelli Montepulciano d'Abruzzo Marina Cveti S. Martino Rosso, numero 87 Firriato Sicilia Santagostino Baglio Soria Rosso. Numero 92, Vecchia Cantina di Montepulciano Vino Nobile di Montepulciano Incanto . Numero 93, Recanati Cabernet Sauvignon Galilee. Chiude al 97mo posto, Tenuta delle Terre Nere Etna.
L'anno del Portogallo, medaglia d'oro e di bronzo
Vince una bottiglia di Porto. Dow's 2011. Il Porto, o vino di porto, è un vino liquoroso portoghese prodotto esclusivamente da uve provenienti dalla regione del Douro, nel nord del Portogallo, sita a circa 100 chilometri a est della città di Oporto, con una gradazione compresa tra i 18 e i 22 gradi.
Al secondo posto, un vino Australiano, il "Carnival of Love", della McLAren Vale. Uno Shiraz - uva internazionale, non certo autoctona - da tempo agli onori delle cronache. Medaglia di bronzo ancora per un vino portoghese, The Chryseia del 2011, sempre della regione del Douro. Stesso dicasi per la quarta piazza, dove si afferma il Quinta do Vale Meão. Quinto, un altro vino australiano, lo Chardonnay (sempre un'una internazionale), Leeuwin’s iconic Art Series.
Settimi e - dietro di noi - i francesi con un vino biologico, Clos des Papes. Ottavo il Pinot Noir di Greg Brewer and Steve Clifton, il Riva Hills 2012. Nono il Cabernet Sauvignon cileno "Don Melchor", di Concha y Toro. Decimo un Bordeaux, il Château Léoville Las Cases.
Per gli italiani nella Top 100 domina la Toscana
Per trovare un'altra etichetta italiana, bisogna scorrere la top 100 e andare al 14mo con il "Fontodi Colli della Toscana Centrale Falcianello 2011". Poi, alla ventunesima piazza, dove si afferma un altro Chianti, il Castello di Volpaia 2010. Segue, al posto numero 22 il Podere Sapaio Bolgheri Volpolo. Massolino Barolo è numero 24. Al 31mo posto Tommasi Sangiovese-Cabernet Sauvignon Toscana Poggio al Tufo Rompicollo. Il Piemonte al 39mo posto con Oddero Barolo. Numero 47, Luce della Vite Toscana Luce. Numero 76, Vietti Barbera d'Asti Tre Vigne. Numero 80 Nino Negri Valtellina Superiore Quadrio. Numero 85 Masciarelli Montepulciano d'Abruzzo Marina Cveti S. Martino Rosso, numero 87 Firriato Sicilia Santagostino Baglio Soria Rosso. Numero 92, Vecchia Cantina di Montepulciano Vino Nobile di Montepulciano Incanto . Numero 93, Recanati Cabernet Sauvignon Galilee. Chiude al 97mo posto, Tenuta delle Terre Nere Etna.
