MONDO
Egitto
Patrick Zaky scrive dal carcere alla famiglia: "Sto bene, mi mancate"
"Un giorno tornerò libero, e tornerò alla normalità, e ancora meglio di prima" scrive dalla prigione in cui si trova in Egitto, prossima udienza il 12 luglio

"Un giorno sarò libero e tornerò alla normalità, e ancora meglio di prima" scrive Patrick Zaky, che si trovava in Italia per seguire un Master all'Ateneo di Bologna e che è stato arrestato il 7 febbraio di quest'anno all'aeroporto del Cairo, dove era appena atterrato con un volo proveniente dall'Italia. Nel testo si legge tra l'altro: "Spero che stiate tutti bene e che il Corona non abbia colpito nessuno dei nostri cari". La prossima udienza è prevista per il 12 luglio.
Gli attivisti della rete 'Patrick Libero' commentano: "Per una volta, oggi vi diamo una -relativamente- buona notizia! La famiglia di Patrick - annunciano su Facebook - ha ricevuto oggi una breve lettera da lui scritta il 21 giugno. Naturalmente non ha potuto dire tutto quello che voleva, dato che queste lettere passano attraverso varie mani di sicurezza prima di raggiungere il destinatario. Sì, siamo ancora preoccupati, ma siamo felici di leggere le sue parole. Come ci si aspettava da Patrick, sta inviando il suo amore a molte persone, e si sta chiedendo come stiamo tutti noi durante i tempi della Covid-19".
Amnesty: suo desiderio di libertà è un diritto
Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, commenta la missiva dicendo: "Una notizia bella, una lettera molto dolce che ci dà conforto, che ci sprona a impegnarci ancora di più per assecondare il desiderio di Patrick, che poi è un diritto più che desiderio. E cioè quello di tornare in libertà. Bello leggere che Patrick nonostante tutto sia in buone condizioni, di spirito. Continua la campagna per chiedere il suo rilascio, immediato e incondizionato".