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ITALIA

Al Sisi a Repubblica: "avrete la verità su Regeni"

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Parla per la prima volta il presidente egiziano Al Sisi. L'intervista a doppia firma del direttore di Repubblica Calabresi e dell'inviato Di Feo inizia dalla fine: dall'appello accorato che il presidente egiziano rivolge alla famiglia del giovane italiano selvaggiamente torturato ed ucciso in Egitto. "Vi prometto che faremo luce e arriveremo alla verità, che lavoreremo con le autorità italiane per dare giustizia e punire i criminali che hanno ucciso vostro figlio". Il generale vuole far capire che ha capito, commenta repubblica, cosa l'opinione pubblica, il governo, i giornali e soprattutto una famiglia chiedono da settimane.

"il rapporto con l'Italia è storico ed unico per sua natura, oggi siete il primo partner commerciale dell'Egitto nell'Unione europea, ed è forte anche l'amicizia tra i nostri popoli per la presenza di importanti comunità nei due paesi. Non possiamo permettere a niente e nessuno di dividerci". Un messaggio chiaro quello che il presidente egiziano intende mandare, preoccupato com'è che il rapimento, la morte e le atroci torture subite dal giovane cittadino italiano mettano a rischio la stabilità di un paese che dall'Italia dipende, e molto. Il presidente Al Sisi risponde ad una serie di domande ma non si esprime mai direttamente su chi possano essere i responsabili del delitto, promettendo lo sforzo massimo per fare chiarezza e alludendo indirettamente alla tesi per la quale la morte di Regeni potrebbe essere stata orchestrata da chi ha interesse a sabotare i rapporti dell'Egitto con l'Italia. 
Nel colloquio con "Repubblica" il presidente Al Sisi mette il caso Regeni sullo stesso piano degli attentati terroristici contro le località turistiche e le linee aeree. Tutto il ragionamento del presidente egiziano durante l'intervista è focalizzato sul rischio di crollo dell'Egitto, nella frammentazione in corso del Medio Oriente - Iraq, Siria, Libia -, la liquefazione delle entità statali ed il caos da cui non si riesce ad uscire.  "Questa è la mia missione, il mio dovere è che le istituzioni egiziane non collassino, perché così crollerebbe il mio paese e un effetto dimino investirebbe tutta la regione". 

Procura Roma indaga su scomparsa egiziano 
La procura di Roma sta indagando dallo scorso ottobre sulla scomparsa dell'egiziano Adel Meawwad Heikal, 49 anni, avvenuta nella capitale e della quale ha fatto cenno il presidente dell'Egitto Abd Al-Fattah Al Sisi. Dagli accertamenti finora eseguiti, secondo indiscrezioni, non sono emersi elementi per collegare la scomparsa dell'uomo a fatti criminali.



 
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