AMBIENTE
Inquinamento
Giornata mondiale dell'ambiente: il 76% degli italiani ha ridotto l'uso della plastica
Entro il 2025 infatti in Europa sarà bandita la vendita di stoviglie, cannucce e bastoncini di cotone

Entro il 2025 infatti gli Stati membri dovranno bandire la vendita di stoviglie, cannucce e bastoncini di cotone. Quest’anno la giornata è stata dedicata all’emergenza inquinamento. I rifiuti di plastica infatti sono quelli che inquinano di più, soprattutto il mare. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: l’ultima notizia riguarda una balena pilota, trovata in fin di vita a largo della costa meridionale della Thailandia. L’animale è morto dopo aver ingerito 80 sacchetti di plastica. Ma non va meglio nemmeno nel Mediterraneo dove, stando ai dati raccolti dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) la metà delle tartarughe che nuotano nel nostro mare hanno ingerito della plastica. Si stima inoltre che nel nostro mare stiano galleggiando almeno 250 miliardi di frammenti plastici. Ma non solo perché anche le nostre spiagge sono invase dai rifiuti di plastica, alcuni dei quali senza possibilità di riciclo. Il 5 giugno si celebra in tutto il globo con lo slogan “Beat plastic pollution” proprio per ricordare al mondo quali sono le priorità per difendere il Pianeta. Non è un caso che l’iniziativa, inaugurata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1972, quest’anno avrà come protagonista l’India, dove ogni anno si producono 5,6 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica. Il programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite ha ricordato che gli 8 milioni di rifiuti plastici “stanno mettendo a dura prova il mare”. Vista la situazione drammatica Greenpeace ha da poco attivato Plastic Radar, un servizio ad hoc per coinvolgere i cittadini che vogliano segnalare i rifiuti in cui si imbattono. Qualsiasi oggetto in plastica trovato in spiaggia o nel mare potrà essere fotografato e inviato su Whatsapp al numero +393423711269 affinché venga catalogato. L’obiettivo è valutare i materiali, riconoscere i marchi e “inchiodare” le aziende alle loro responsabilità.