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MOTORI

Case automobilistiche nel mirino

Gemelle diverse: stessa auto, meno sicurezza

In Messico alcune marche per risparmiare producono differenti versioni base degli stessi modelli. Quelli destinati ad Europa e Stati Uniti hanno abs e un cospicuo numero di air bag. Sul mercato locale e nei Paesi dell'America Latina, dove non sono obbligatori, hanno meno dispositivi di sicurezza. Eppure il costo a volte è praticamente lo stesso

Automobili prodotte in Messico
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Città del Messico Viste dall’esterno sono identiche: lo stesso modello della stessa auto. Le differenze non si notano, ma si fanno sentire una volta a bordo perché le versioni base di molte vetture destinate al mercato messicano e ai Paesi dell'America Latina, pur avendo prezzi simili, non rispettano i requisiti di sicurezza richiesti in Europa e negli Usa, come la presenza dell’abs e di un cospicuo numero di air bag. In Messico questa è la norma: si producono tre milioni di automobili all’anno, ma in due versioni diverse. Una scelta delle compagnie che non infrange alcuna legge, ma che in caso di incidente mette a rischio le persone coinvolte.

Un modo per aumentare i guadagni
La pratica di sdoppiare la produzione è stata adottata da molti marchi che hanno stabilimenti nel Paese, divenuto in pochi anni il quarto maggiore esportatore di automobili al mondo. Un’inchiesta dell’Associated Press cita General Motors, Nissan e Volkswagen. Eliminando parte dei dispositivi di sicurezza sulle versioni di base delle vetture si riducono i costi e si aumentano i guadagni, anche perché il prezzo di vendita spesso resta quasi identico. Il tutto rispettando i requisiti richiesti dai mercati nei quali le auto vengono immesse, dato che in molti Paesi non sono obbligatori.

Il Messico, ad esempio, impone solamente la presenza delle cinture di sicurezza. Non specifica nemmeno le loro caratteristiche, così in alcune automobili non si può nemmeno assicurare un seggiolino per bambini sul sedile posteriore. “Il tema è complesso a causa della quantità di denaro che le case automobilistiche portano al Paese -dichiara Arturo Cervantes Trejo, dirigente del ministero della Salute messicano – Il sistema economico le protegge. C’è però una strategia. Abbiamo un gruppo di lavoro con rappresentanti dell’industria dell’auto”.

Niente abs, pochi air bag e cinture vecchio stile
Al momento, però, gli automobilisti messicani continuano a guidare vetture molto meno sicure, dice l’Associated Press. La Chevrolet Sonic, ad esempio, negli Stati Uniti è venduta con dieci air bag, abs e controllo della trazione, mentre quella messicana è commercializzata senza tutti questi dispositivi e ad un costo inferiore solamente di poche centinaia di euro. La Nissan Tsuru, una delle quattro ruote più vendute nel Paese, sui sedili posteriori ha cinture di sicurezza a due punti e in alcune versioni non ha air bag. La versione base della Nissan Versa in Messico costa 16mila dollari, ha due air bag e non dispone del controllo elettronico della stabilità, mentre negli Usa il modello corrispondente ha sei air bag e l’ecs e costa solo 14mila dollari.  

“Abbiamo auto più costose e meno sicure: c’è qualcosa di molto sbagliato”, dice Alejandro Furas, direttore tecnico del Global New Car Assessment Program, che si occupa di crash test. La Volkswagen, racconta ancora Furas all’AP, ha aggiunto due air bag alla Clasico solo dopo aver saputo che l’auto sarebbe stata sottoposta a dei crash test, mentre in Europa e negli Usa il modello corrispondente, la Jetta, dispone di sei air bag.

La replica delle case automobilistiche
I produttori di automobili replicano che le auto messe in commercio sono in linea con i requisiti di legge e che la differenziazione in base ai singoli mercati è la norma, anche a causa dei diversi obblighi da rispettare di volta in volta. Secondo il portavoce della Nissan Mexicana, Herman Morfin, è “pratica comune” produrre auto con caratteristiche diverse a seconda del Paese di destinazione. Inoltre, dice, “non è possibile fare un confronto diretto tra i prezzi di vendita delle auto in diversi mercati basandosi su quanto è pubblicato sul web”, poiché entrano in gioco numerosi fattori, dalle caratteristiche dell’auto alle strategie di marketing nei vari Paesi, oltre alle differenze nelle tassazioni e ai costi di trasporto.

Sulle strade messicane una strage ogni anno
I numeri sembrano comunque dare ragione a chi chiede di garantire a tutti degli elevati standard di sicurezza. Una richiesta che deve essere rivolta innanzitutto a chi scrive le regole, cioè al sistema politico. Nel 2011 sulle strade messicane sono morte 5mila persone tra automobilisti e passeggeri a bordo. I dati del ministero dei Trasporti mostrano che rispetto al 2001 l’incremento è stato del 58%. Nello stesso periodo, negli Stati Uniti si è registrato un calo del 40%. Certo, potrebbe dipendere anche da quanto viene rispettato il codice della strada da parte di chi si trova al volante nei due Paesi. Attualmente, però, tenendo conto del numero di vittime e della dimensione del parco auto in circolazione, il tasso di mortalità negli incidenti in Messico è più di 3,5 volte quello registrato negli Stati Uniti.
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