FOOD
In calo l'export italiano
La battaglia contro il bollino britannico sugli alimenti
L'Italia torna a far sentire la sua voce a Bruxelles. Sotto accusa il sistema di etichettatura dei cibi che dà il codice rosso a molti prodotti Dop o Igp. La richiesta al Consiglio dei ministri della competitività dell'Ue: "Stabilire se il labelling inglese sia obiettivo, non discriminatorio e non crei ostacoli alla libera circolazione delle merci"

Il bollino semaforo
Nel sistema di etichettatura britannico vengono bollati con il codice rosso, e quindi potenzialmente 'cattivi per la salute', gran parte dei prodotti di alta qualità che hanno ottenuto il riconoscimento Ue di Dop (denominazione di origine protetta) o Igp (indicazione geografica protetta): dal Parmigiano Reggiano al Prosciutto di Parma, all'olio extra vergine d'oliva. Il bollino verde possono facilmente ottenerlo l'olio di semi o un formaggio privo di grassi ma di bassa qualità, in contrasto con la politica europea sulla qualità degli alimenti.
Calo dell'export italiano in Gran Bretagna
La raccomandazione del Governo britannico di applicare i codici per classificare il cibo in base ai contenuti di grassi, sale e zucchero per 100 grammi di prodotto risale al 2013. "Un sistema - sostiene l'Italia - che non tiene conto di come diversi prodotti alimentari si combinano in una dieta sana". Secondo il sondaggio del distributore britannico The Cooperative Group, "le esportazioni alimentari italiane subirebbero una perdita tra 189,7 e 253 milioni di euro, con un brusco calo dell'export verso il Regno Unito stimato tra l'8,4% e l'11,2%".
Le motivazioni di Londra
La battaglia contro i 'semplicistici bollini' la porta avanti l'Italia insieme ad altre nazioni europee tra cui la Francia, ma Londra è determinata a mantenere il sistema. Il governo inglese smentisce di voler orientare la scelta dei consumatori e sostiene che in altri Paesi esistono sistemi analoghi.