ECONOMIA
"L'euro forte è un rischio per la ripresa economica"
Bce, Draghi: "La fiducia è tornata, ora puntare alla prosperità"
Così il presidente della Banca Centrale europea nel suo intervento davanti alla Commissione Affari economici e monetari del Parlamento Ue. Poi sul rischio di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione aggiunge: "Pronti a intervenire anche con strumenti non convenzionali", ma l'inflazione tornerà a salire dal 2015

Capitolo inflazione. Il banchiere centrale torna poi sul tema e ribadisce quanto già detto altre volte, e cioè che la Banca centrale "è pronta a intervenire anche con strumenti non convenzionali come previsto dal suo mandato" per contrastare "un eventuale periodo di bassa inflazione troppo lungo". Lo spauracchio, ricordiamo, è la deflazione, una situazione economica che deriva dalla debolezza della domanda dei beni e dei servizi. Si tratta di un freno all'economia, un freno nella spesa dei consumatori e delle aziende. Questi, in un regime deflattivo sono incentivati, infatti, a posporre gli acquisti di beni e servizi non indispensabili, in attesa di ulteriori cali dei prezzi, con l'effetto di innescare una spirale negativa.
Nel suo discorso Draghi snocciola gli ultimi dati Eurostat proprio sull'inflazione. Un'inflazione "ancorata allo 0,5% annuo", ma che tornerà a salire "in modo graduale dal 2015/2016": "Le aspettative a medio/lungo termine restano in linea con la stabilità dei prezzi e i rischi, a monte e a valle, sono limitati: ma a breve termine - ha aggiunto Draghi - continueremo a monitorare la situazione".
Capitolo valuta. L'apprezzamento dell'euro (croce e delizia dell'Eurozona, ndr) - osserva il presidente Bce - ha un impatto sulla stabilità dei prezzi", ma rappresenta anche "un rischio per la ripresa dell'Eurozona".