ITALIA
L'arresto per corruzione
Ecco chi è Sergio Scarpellini, 'er fornaretto' affittacamere della politica
Scarpellini è uno dei re del mattone di Roma. Finito oggi in manette insieme a Raffaele Marra, capo del personale del Campidoglio, per una vicenda di corruzione legata alla compravendita di un immobile enasarco, è l'affittacamere della politica fin dal 1997 e senza bando pubblico: suoi alcuni dei locali per la Camera, il Tar del Lazio, il Comune e un tempo il Senato. Nel 2013 salì alla ribalta della cronaca giudiziaria per la vicenda "affitti d'oro"

Scarpellini non è nuovo alla cronaca giudiziaria. ‘Er fornaretto’, o ‘er sor Sergio’ come lo chiamano a Roma, nel 2013 fu al centro della vicenda “affitti d’oro”: suoi alcuni dei locali per la Camera, il Tar del Lazio, il Comune e un tempo il Senato. Quell’anno, una battaglia proprio sugli affitti d’oro occupò l’aula di Montecitorio negli ultimi giorni pre pausa natalizia. Dal 1997, senza un bando pubblico, Scarpellini ospita la politica. La cifra, esatta, fa 48 milioni di euro l’anno. “Ho coccolato la politica: bei posti, ristrutturati, pulitissimi, pregiati e ora mi sbattono sui giornali” disse a fine 2013 in una intervista al Fatto Quotidiano. Spiegò come con i soldi spesi in anni per l’affitto, la Camera avrebbe potuto comprare due dei tre palazzi locati: "Perché con i 369 milioni di euro che hanno speso per le locazioni, non hanno direttamente acquistato gli immobili?". Ma che l’opzione non era stata esercitata, perché Montecitorio non ha mai voluto accollarsi il costo dei 500 dipendenti che ci lavorano. E ammise: "In 13 anni ho distribuito 650mila euro a bianchi, rossi e verdi. Io non sono né di sinistra né di centro o di destra, sono di tutti. Tifo per la Roma e vado a vedere pure la Lazio. Sono l'imprenditore delle larghe intese".
‘Er sor Sergio’ è proprietario pure di due milioni di metri cubi alla Romanina (dalle parti del Flaminio). La Romanina è il suo regno: ha ottenuto che questo quartiere quasi tutto abusivo a sud est della città fosse la sede di una delle 18 centralità previste dal Piano regolatore di Roma.
Sarebbe stato lui a dare a Raffaele Marra i soldi necessari per l’appartamento Enasarco, un attico acquistato con uno sconto di quasi mezzo milione di euro, sfruttando la dismissione del patrimonio immobiliare. Negli stessi giorni in cui il fedelissimo di Virginia Raggi comprava la casa, Scarpellini acquistava il vecchio appartamento del funzionario, pagandolo il triplo. “È una permuta indiretta, la fa chiunque”, diceva Marra a chi gli faceva notare la “fortuna” di acquistare una nuova casa e vendere in contemporanea la propria.