MONDO
Londra
Brexit, May vuole rinegoziare il backstop con l'Ue
Oggi Westminster voterà una serie di emendamenti che dovrebbero indicare i prossimi passi di Londra

"Aiutatemi a mandare un messaggio a Bruxelles", ha detto. La premier ha parlato dopo che aveva confermato ai suoi ministri, in una riunione a Downing Street, di essere pronta a rinegoziare l'accordo al fine di modificare il 'backstop', la contestata clausola di salvaguardia per il confine tra Irlanda e Irlanda del Nord.
È cominciato così a Westminster il dibattito che porterà in serata al voto dei cruciali emendamenti che potrebbero ridefinire il corso della Brexit. Lo speaker della Camera, John Bercow, ha selezionato 7 emendamenti che saranno messi al voto a partire dalle 20:00 ora italiana; tra di essi quello che prevede il rinvio del divorzio e uno, chiaramente sostenuta da May, che sollecita "modifiche alterative" al meccanismo del 'backstop'; sarà votato anche l'emendamento presentato dal Labour che prevede il rinvio della Brexit se rimane la minaccia del no-deal, il mancato accordo. L'obiettivo di May è ottenere da Westminster il mandato per modificare la clausola sul 'backstop' e tornare poi in Parlamento, conquistando il 'via libera' all'accordo.
Corbyn: May rischia di portarci verso No deal
Il tentativo di Theresa May di ottenere dall'Ue entro il 13 febbraio le modifiche all'accordo sulla Brexit "che non è riuscita" a portare a casa "in due anni" è "vano". E rischia di mettere il Paese di fronte al "pericolo d'uno sconsiderato No deal" che imprese e sindacati giudicano "catastrofico per l'economia e i posti di lavoro". Così Jeremy Corbyn nella sua replica alla premier. Il leader laburista ha quindi accusato May di voler solo tenere insieme i Tory e l'ha sfidata su un accordo che lasci Londra nell'Unione doganale.
Questo governo - ha insistito Corbyn rivolgendosi a May - "nega la realtà, è diviso da cima a fondo ed è incapace di unirsi". Il leader laburista è tornato quindi a definire "caotica" la gestione dei negoziati con l'Ue e a imputare alla premier Tory di ignorare l'esistenza di una potenziale maggioranza in parlamento "contraria a un No deal" e disposta a discutere di una Brexit che garantisca la permanenza della Gran Bretagna nell'unione doganale.
Il governo - ha concluso Corbyn, annunciando il sostegno del Labour a tutti gli emendamenti antigovernativi concepiti per allontanare la prospettiva di un No deal - non ha leadership, ha mostrato di non essere capace di negoziare un buon accordo (con Bruxelles) e non ascolta il parlamento... per questo spero che stasera la Camera faccia la sua parte e prenda la guida (dell'iter verso un Piano B sulla Brexit) partendo da dove questo governo ha fallito".