POLITICA
Ferranti: "Questa volta l'ha fatta grossa"
Bufera Procure. Palamara: "Non ho inventato io il sistema. Faccio nomi per spiegare il mio ruolo"
"Io non penso di aver offeso nessuno, quindi non c'e' nessun problema per me ad avere chiarimenti di fronte ai giudici e alle autorità competenti" ha detto il pm riguardo all'intenzione manifestata da alcuni colleghi, tra cui Eugenio Albamonte, di querelarlo per diffamazione

"Certo che è vero. Ma non è che se uno s'incontra con un parlamentare e qualche consigliere del Csm deve per forza occuparsi di incarichi o orientare nomine anche in vista di soluzioni di singole vicende giudiziarie a favore di uno dei commensali - prosegue Albamonte - Ci sono anche altri modi e altre finalità. Con Donatella Ferranti, che stimo e di cui sono amico, abbiamo sempre discusso di temi di interesse generale, problemi della giustizia e riforme. In ogni caso io non faccio parte del Csm". Anche la Ferranti - tirata in ballo - sta valutando se procedere legalmente nei confronti di Palamara: "Questa volta l'ha fatta grossa" ha commentato: "Ci possono essere stati incontri con magistrati da lui chiamati in causa - racconta - ma incontri casuali, non programmati e tantomeno finalizzati alla gestione di nomine". E conclude: "Notizie di cene inopportune meritano di essere prese in esame solo davanti al giudice".
Palamara cacciato dall'Anm ("impugnerò l'espulsione come da statuto"), finito al centro dello 'scandalo nomine', dunque non chiude le polemiche e va al contrattacco sottolineando di essere stato trasformato nel capro espiatorio di un sistema nel quale è lui a "pagare per tutti". "Non è più un problema di Palamara, ma di un sistema che ha fallito, di cui ho fatto parte ma che non ho inventato io. Io sono stato inghiottito da questo sistema e per quello che mi
riguarda sono pronto a prendermi una quota di responsabilità" sottolinea Palamara. "Si parla tanto di questo trojan, uno strumento di intercettazione che fa discutere - ha proseguito l'ex presidente del sindacato delle toghe - Il trojan ha registrato accordi tra due gruppi associatici, e nessun episodio di corruzione, accusa dalla quale mi saprò difendere, dopo che è già emerso che non ho preso soldi per nessuna nomina". E prosegue: "Trovo singolare che io debba giustificare migliaia di nomine, si è fallito solo quando su certe nomine chi non apparteneva alle correnti risultava penalizzato. Il mondo delle correnti è caratterizzato dalle scelte che prendono i titolari dei gruppi associativi".
"Dobbiamo chiedere scusa a tanti cittadini e magistrati travolti da una situazione del genere" dice ancora Palamara. "Qui parliamo di un altro tema - ha continuato - della gestione del potere interno alla magistratura, rispetto al quale sono rimasto 'incastrato' pure io.
L'Anm replica che Palamara "mente e mistifica i fatti", quando sostiene di non aver avuto la possibilità di difendersi dalle accuse che hanno portato alla decisione di 'metterlo fuori' : "E' stato sentito dai probiviri e in tutta la procedura disciplinare non hai mai preso una posizione in merito agli incontri con consiglieri del Csm, parlamentari e imputati", scrive in una nota l'Anm aggiungendo che "le regole si rispettano, anche quando non fanno comodo".