ITALIA
Buste esplosive a Roma, si indaga per terrorismo
Ferite tre donne: due erano destinatarie dei plichi, l'altra è un'impiegata delle Poste

A rimanere ferite due delle destinatarie, una pensionata ex dipendente dell'Università del Sacro Cuore, abitante a Monte Mario, e una lavoratrice dell'Inail che ha aperto il pacco mentre era a casa in zona Fidene. La terza busta, destinata a una ex dipendente, epidemiologia, dell'Universita di Tor Vergata non è mai arrivata a destinazione ed è esplosa, primo episodio, nel centro di smistamento della posta di Fiumicino, ferendo leggermente un'impiegata. Più serie le condizioni della dipendente Inail che ha riportato ustioni su viso e mani guaribili in 30 giorni.
Dai primi accertamenti, risulta che i plichi, probabilmente confezionati da un'unica mano e con i presunti mittenti noti alle destinatarie, sono praticamente identici. Non ci sarebbe alcun nesso tra le tre vittime (nessuna frequentazione personale e professionale) ma il sospetto che il gesto sia da ricondurre a una frangia antimilitarista anarchica appare fondato, anche in assenza di una rivendicazione. La prima donna, alla quale il pacco non è stato recapitato solo perchè esploso domenica sera tra le mani di un'impiegata dal Centro smistamento posta di Fiumicino (con ferite guaribili in 10 giorni), era una ex amministrativa dell'Università di Tor Vergata. L'ateneo nell'ottobre del 2019 ha stipulato un accordo attuativo con l'Aeronautica Militare "sull'organizzazione di iniziative congiunte scientifiche e tecniche per promuovere la trasformazione digitale del settore aeronautico".