ITINERARI
Pellegrinaggio
Cammino di Santiago: quello che c'è da sapere tra fatica, spiritualità e 'moda'
È dal Medioevo che i pellegrini viaggiano a piedi per giugere al santuario di Santiago di Compostela, ma a partire dagli anni novanta sempre più persone scelgono di fare questo itinerario a piedi, non soltanto per motivi religiosi
di Paola Cutini
Francese, Portoghese, Inglese, Primitivo, Del Nord, La Plata... Non importa quale percorso scegliate, l'importante è continuare a camminare. Passo dopo passo, giorno dopo giorno, decine di migliaia di persone intraprendono il Cammino di Santiago De Compostela, circa 800 chilometri di strade per un percorso della durata di un mese. Ma per ottenere la Compostela, il “diploma” che certifica l’avvenuto pellegrinaggio, è sufficiente percorrere a piedi 100 chilometri (200 in bicicletta) per motivi religiosi.
Dal pellegrinaggio del Medioevo al riconoscimento dell'UE
È dal Medioevo che i pellegrini viaggiano a piedi per giungere al santuario di Santiago di Compostela, dove ci sarebbe la tomba dell'Apostolo Giacomo il Maggiore. E dal 23 ottobre 1987 il Consiglio d'Europa ha riconosciuto l'importanza dei percorsi religiosi e culturali che attraversano l'Europa per giungere nella località spagnola, dichiarando la via di Santiago "itinerario culturale europeo". Anche per questo dagli anni Novanta è ripresa una forte frequentazione del Cammino.
Quante persone intraprendono il Cammino?
Nel 2014 sono state 237mila le persone che hanno intrapreso il Cammino (Dati dal sito ufficiale della Cattedrale di Santiago). Di queste, più di ventimila sono di nazionalità italiana, al secondo posto della classifica sull'origine dei pellegrini. Gli italiani, oltre a viaggiare lungo il cammino spesso scegliendo il percorso 'francese', hanno voglia di raccontare e condividere la loro esperienza: il web è pieno di siti, blog, forum e guide scritti da nostri connazionali che hanno consigli da dare o cercano magari compagnia per il viaggio e per dividere le spese.
Le motivazioni alla base del viaggio
Ma perché sempre più persone affrontano questo percorso che provoca fatica, vescive ai piedi, insolazioni? Se prima era la motivazione religiosa a spingere i pellegrini, ora pare che sia perlopiù quella culturale. Certo molti non credenti partono comunque alla ricerca della spiritualità, ma per tanti altri si tratta di seguire una moda per poter dire "io c'ero" o meglio "io l'ho fatto".
Il motto di incoraggiamento: "Utreya! Suseya!"
Qualunque sia la vostra motivazione per partire, assicuratevi di portare tutto l'occorrente e di non sopravvalutarvi. Scegliete un percorso - ce ne sono di diversi - e costruite un itinerario, tappa per tappa, considerando le vostre forze e le condizioni generali del tempo e della strada. Per il resto ricordate, come recita il grido di incoraggiamento del pellegrino, "Ultreya! Suseya!"(Più avanti e più in Alto).

Dal pellegrinaggio del Medioevo al riconoscimento dell'UE
È dal Medioevo che i pellegrini viaggiano a piedi per giungere al santuario di Santiago di Compostela, dove ci sarebbe la tomba dell'Apostolo Giacomo il Maggiore. E dal 23 ottobre 1987 il Consiglio d'Europa ha riconosciuto l'importanza dei percorsi religiosi e culturali che attraversano l'Europa per giungere nella località spagnola, dichiarando la via di Santiago "itinerario culturale europeo". Anche per questo dagli anni Novanta è ripresa una forte frequentazione del Cammino.
Quante persone intraprendono il Cammino?
Nel 2014 sono state 237mila le persone che hanno intrapreso il Cammino (Dati dal sito ufficiale della Cattedrale di Santiago). Di queste, più di ventimila sono di nazionalità italiana, al secondo posto della classifica sull'origine dei pellegrini. Gli italiani, oltre a viaggiare lungo il cammino spesso scegliendo il percorso 'francese', hanno voglia di raccontare e condividere la loro esperienza: il web è pieno di siti, blog, forum e guide scritti da nostri connazionali che hanno consigli da dare o cercano magari compagnia per il viaggio e per dividere le spese.
Le motivazioni alla base del viaggio
Ma perché sempre più persone affrontano questo percorso che provoca fatica, vescive ai piedi, insolazioni? Se prima era la motivazione religiosa a spingere i pellegrini, ora pare che sia perlopiù quella culturale. Certo molti non credenti partono comunque alla ricerca della spiritualità, ma per tanti altri si tratta di seguire una moda per poter dire "io c'ero" o meglio "io l'ho fatto".
Il motto di incoraggiamento: "Utreya! Suseya!"
Qualunque sia la vostra motivazione per partire, assicuratevi di portare tutto l'occorrente e di non sopravvalutarvi. Scegliete un percorso - ce ne sono di diversi - e costruite un itinerario, tappa per tappa, considerando le vostre forze e le condizioni generali del tempo e della strada. Per il resto ricordate, come recita il grido di incoraggiamento del pellegrino, "Ultreya! Suseya!"(Più avanti e più in Alto).

