ITALIA
L'operazione delle fiamme gialle
Camorra, sequestrati beni per 36 milioni tra Campania e Lazio a imprenditore edile
La confisca ai danni di un 56enne imprenditore del settore edile "personaggio di spicco di organizzazioni criminali attive sul territorio"

Il provvedimento è stato emesso dal tribunale di Napoli (sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione) su proposta della locale Direzione distrettuale antimafia e ha riguardato beni mobili, immobili, società e rapporti finanziari riconducibili all'imprenditore 59enne, ai suoi familiari e a prestanome.
Secondo quanto ricostruito dai magistrati a luglio del 2017 l’imprenditore era stato arrestato nell’operazione "Omphalos", in quanto ritenuto responsabile di usura, esercizio abusivo di attività finanziaria, intestazione fittizia di quote societarie, intestazione fittizia di beni e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, aggravati dal metodo mafioso, per aver agevolato i clan camorristici Morelli prima e Aversano poi, attivi nei comuni di Grumo Nevano, Casandrino e Sant’Antimo, già arrestato, in passato, per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, era considerato "il fulcro della pianificazione delle attività estorsive sul territorio", materialmente eseguite da altri affiliati, come emerso dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, spiegano i militari.
Nel tempo "si era poi dedicato ai prestiti usurai, riuscendo a penetrare in realtà societarie già affermate e a prenderne il controllo in maniera occulta e surrettizia". Ha inoltre investito nel settore immobiliare ed è stato artefice di una serie di truffe nel settore assicurativo, pur mantenendo "la piena partecipazione alle diverse vicende criminali di carattere associativo perpetrate dai sodalizi camorristici di cui comunque faceva parte". Il provvedimento di confisca è stato emesso a seguito di indagini di polizia economico-finanziaria condotte in stretta collaborazione dalle Fiamme gialle felsinee e quelle campane.