La sentenza
Cannabis, assolto malato che se la produce: non è reato
Avvocato difensore: "Per la sentenza il fatto non sussiste" sottolinea l'avvocato difensore. Ministra Dadone: "Giorno storico, festeggio questa sentenza con un test antidroga del capello"

"Siamo molto soddisfatti dell'assoluzione perché il fatto non sussiste. E' la soluzione auspicata perché da tempo avevamo chiesto l'archiviazione. De Benedetto non ha mai fatto uso di sostanze stupefacenti".
Così, dopo la sentenza del tribunale di Arezzo, uno dei difensori, avvocato Lorenzo Simonetti, spiega l'assoluzione per Walter De Benedetto, un paziente ammalato di artrite reumatoide imputato in un processo perché in casa coltivava cannabis che lui ha sempre dichiarato di usare a scopo terapeutico. "Solo per questo la adoperava - spiega ancora il legale - per il dolore che l'artrite reumatoide di cui soffre gli provocava".
Radicali: applauso in 20 città
"Siamo molto soddisfatti di questo risultato. Oggi in 20 città con altre associazioni e forze politiche abbiamo manifestato di fronte ad altrettanti tribunali a sostegno di Walter. Una mobilitazione nazionale bellissima": lo affermano in una nota Massimiliano Iervolino, Giulia Crivellini e Igor Boni, segretario, tesoriera e presidente di Radicali Italiani subito dopo l'assoluzione di Walter De Benedetto imputato di coltivazione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio perché il fatto non sussiste. "L'applauso dei tanti alla notizia dell'assoluzione, che con noi erano ad Arezzo di fronte al tribunale sotto una pioggia scrosciante, è stato emozionante. Walter è assolto ma la legge proibizionista è da condannare senza attenuanti. Una legge criminogena che riempie le galere di disperati e consegna miliardi di euro alle mafie e alla criminalità. Noi chiediamo al Parlamento di discutere e approvare la nostra proposta di legge popolare che oltre 60.000 cittadini hanno sottoscritto per la legalizzazione della cannabis. Lo stanno facendo in moltissimi paesi del mondo facciamolo anche noi in onore della ragionevolezza e contro un proibizionismo becero che ha fallito per decenni".
M5s: bene assoluzione De Benedetto, ora approviamo legge
"Walter De Benedetto è stato assolto, ma ci sono altri casi aperti e ce ne saranno ancora se non cambiano le leggi: per questo si chiede di aprire la produzione di cannabis terapeutica anche a privati e semplificare la burocrazia". E' quanto scrive in un post sul suo profilo facebook il capogruppo in commissione Giustizia alla Camera del MoVimento 5 Stelle, Eugenio Saitta.
"La storia di Walter è una storia di coraggio - aggiunge Saitta - ma purtroppo anche di pregiudizio e paura: un malato grave che utilizza la cannabis per scopi terapeutici e l'imputazione di spaccio. Un'incongruenza evidente che nasce a causa delle contraddizioni e alle lacune della normativa italiana. Una minaccia che pende sulla testa di tanti malati cronici che, come Walter, decidono di utilizzare la cannabis".
"Grazie al disegno di legge proposto con la collega Caterina Licatini, abbiamo un'occasione concreta per depenalizzare la coltivazione domestica, in linea con la recente sentenza della Corte di Cassazione - conclude Saitta - dobbiamo mantenere vivo questo dibattito, la liberalizzazione è un tema sul quale la società chiede attenzione e regole".
Dadone: oggi giorno storico
"Oggi è un giorno storico. Walter De Benedetto aveva allestito una serra di marijuana per usare la sostanza a scopo terapeutico e lenire i dolori. 'Quella serra non era reato' e quindi oggi è arrivata l'assoluzione perché "il fatto non sussiste".Questa sentenza è naturale, ovvia, scontata così come sono irrazionali le argomentazioni di chi dice che i malati hanno accesso alla cannabis terapeutica in Italia e che va tutto bene". Lo afferma la ministra per le Politiche Giovanili, Fabiana Dadone, in un lungo post su Facebook, dove aggiunge: "Oggi mi sento di festeggiare questa sentenza e lo faccio con un test antidroga del capello".