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SCIENZA

Monitoraggio continuo

Capsula russa impazzita, le ultime stime sull’impatto: “Nessun rischio per Italia ed Europa”

Fonti di Mosca, confermate dall'Agenzia Spaziale Italiana, escludono che eventuali detriti della Progress possano finire sul Vecchio Continente. Il cargo dovrebbe precipitare sopra l'Oceano Indiano tra le 00.13 e le 4.51 di domani mattina ora italiana

Il cargo russo Progress (Nasa)
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Il cargo russo Progress con ogni probabilità precipiterà sulla Terra sopra l’Oceano Indiano e eventuali detriti dovrebbero cadere in acqua a nord del Madagascar. Queste le ultime stime provenienti da fonti di Mosca sul destino della navicella diretta alla ISS e sfuggita al controllo. L’impatto con l’atmosfera dovrebbe avvenire tra le 00.13 e le 4.51 di domani mattina ora italiana.
 
L’Asi conferma: Italia al sicuro
Le indiscrezioni provenienti da ambienti vicini all’agenzia spaziale russa trovano conferma anche in Italia. L'Agenzia Spaziale Italiana, nell'ultimo aggiornamento sulle previsioni ha comunicato al Dipartimento della Protezione civile l'esclusione di un eventuale impatto sul territorio italiano di frammenti che dovessero arrivare fino a al suolo.
 
Lunga 7 metri, pesante 7 tonnellate 
Lunga oltre 7 metri, con un diametro di 2,7 metri, la capsula Progress pesa circa 7 tonnellate. Era stata lanciata lo scorso 28 aprile e avrebbe dovuto rifornire la Stazione spaziale internazionale di attrezzature scientifiche e alimenti di prima necessità. I problemi si sono verificati subito dopo il lancio: la navetta è andata fuori controllo e ha cominciato a perdere quota, iniziando a ruotare velocemente su se stessa. Da allora è costantemente monitorata.
 
Dal 1957 oltre 6800 rientri dallo spazio
Dal 4 ottobre 1957, quando con il lancio dello Sputnik ebbe inizio l’avventura spaziale, fino ad oggi, sono rientrati 3.095 satelliti e 3.727 stadi e componenti di lanciatori (i razzi), per un totale di 6.822 oggetti spaziali artificiali. “Solo il rientro di quelli più grandi e massicci avviene in modo controllato: l’80% circa dei satelliti rientra senza controllo, ma si tratta di oggetti con una massa decisamente inferiore a quella della Progress, intorno ai 1.850 kg – spiega Luciano Anselmo dell’Isti-Cnr - Il picco dei casi di rientro per i lanciatori fu raggiunto nel 1989 con oltre 110, dei satelliti nel 1979 con circa 90, per le piattaforme dei lanciatori nel 1984 con oltre 20”. Attualmente in media rientrano in modo incontrollato uno stadio o un satellite a settimana, circa 50-60 l’anno. Il calcolo esclude i veicoli collegati con i programmi spaziali con equipaggio. 
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