ITALIA
Domani Nino Di Matteo in Commissione antimafia
Carceri. Emergenza Coronavirus, Dap sospende circolare su scarcerazioni
Nella nota i vertici del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria si ricorda la "costante diminuzione" dei casi di contagio - il dato di ieri parla di 66 positivi su una popolazione detenuta di circa 53mila persone - i protocolli e le misure legislative adottate per contenere il rischio Covid, pur ribadendo la necessità di un "monitoraggio" della salute dei detenuti, in particolare delle situazioni più critiche"

Il nuovo provvedimento del Dap è arrivato nelle stesse ore in cui è tornata a divampare la polemica sulle scarcerazioni e sulla circolare del 21 marzo, al centro dell'indagine avviata dalla Commissione parlamentare Antimafia che ieri ha convocato in audizione Giulio Romano, ex direttore detenuti e trattamento del Dap - si è dimesso nelle scorse settimane a seguito, ha spiegato lui stesso, del "clamore sulle scarcerazioni" e in attesa di rientrare in ruolo alla procura generale della Cassazione - il quale ha affermato che sulla circolare aveva avuto "l'assenso" dell'allora capo Dap Francesco Basentini (che ha lasciato l'incarico dopo le polemiche) e che lo stesso Guardasigilli Alfonso Bonafede, in una data successiva al 26 marzo, aveva espresso, durante una videoconferenza, il suo "apprezzamento".
Romano: "Scarcerazione Zagaria grave errore del mio ufficio"
Romano, nella sua audizione di ieri, ha ripercorso anche, in particolare, il caso di Pasquale Zagaria, il boss dei Casalesi che, dal 41 bis, ha ottenuto la detenzione domiciliare per motivi legati alle sue condizioni di salute e al rischio Covid: "E' stato un grave errore del mio ufficio", ha detto Romano, parlando di un problema nella comunicazione via email tra il Dap e i giudici di sorveglianza di Sassari. Zagaria, a differenza di altri boss, non è tornato in cella per gli effetti del dl 'antiscarcerazioni' voluto da Bonafede e su cui oggi il Senato è chiamato a esprimere voto di fiducia e il Csm darà il suo parere: gli atti del procedimento che lo riguardano, infatti, sono stati trasmessi alla Consulta per il vaglio di costituzionalità del decreto.
Antimafia domani sente Nino Di Matteo
Le dichiarazioni di Romano hanno lasciato "esterrefatto" il presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra, che ha già fissato per questa sera il seguito dell'audizione dell'ex direttore Dap. In Antimafia, inoltre, è atteso oggi pomeriggio Sebastiano Ardita, togato del Csm e in passato direttore detenuti e trattamento dell'Amministrazione penitenziaria, mentre domani sarà sentito Nino Di Matteo, ex pm del processo trattativa e oggi togato a Palazzo dei Marescialli, che è stato protagonista, all'inizio di maggio, di uno 'scontro' in diretta tv con il ministro Bonafede sulla sua mancata nomina alla guida del Dap nel giugno 2018, quando la scelta del Guardasigilli alla fine ricadde su Basentini.
Catello Maresca: "Bene Dap, ma serviva più coraggio"
La circolare del Dap del 21 marzo scorso "non andava sospesa, andava annullata, nel rispetto dei parenti delle vittime dei mafiosi". Il sostituto procuratore generale di Napoli, Catello Maresca, da subito estremamente critico con un provvedimento che di fatto consentiva la scarcerazione di detenuti al 41 bis o in alta sicurezza perché ritenuti a rischio complicazioni in caso di contagio da Covid 19. La sospensione "è un primo passo" per correggere il tiro, "ma bisognava esser più coraggiosi".
"Bisognava prendere le distanze da quel provvedimento - spiega - anche affermando un principio opposto a quello che era lì contenuto, e che cioè il Dap era in grado di gestire l'emergenza Covid". "Non mi spiego perchè non sia stato fatto - aggiunge Maresca - dato che questa nota è firmata dai vertici del dipartimento, dal capo e dal vicecapo. E' come se la montagna avesse partorito un topolino. Non comprendo la ragione di sospendere l'efficacia della nota del 21 marzo come se non fosse più utile, creando l'equivoco che sia un provvedimento da riprendere o riapplicare se di nuovo c'è una emergenza coronavirus". "Comunque - conclude - finalmente, seppure in forma non esplicita, c'e' la constatazione che quella nota era sbagliata, a due mesi e mezzo dalla sua emissione".