MONDO
'Patrick uno di noi': oggi è un anno che è detenuto in Egitto
Zaki. Nasrallah a Rainews24: "Non ci sono motivi per tenerlo in carcere. Vive momenti difficili"
"Ovviamente ogni decisione spetta ai giudici" aggiunge. Poi ricorda che Patrick è un "ragazzo molto pacifico, vivace, amante della ricerca". E proprio per questo motivo sta soffrendo molto del regime di carcerazione. Quartapelle: “Sostenere l’istanza per il conferimento della cittadinanza italiana". Noury: "Raddoppiare sforzi diplomatici per raggiungere una soluzione positiva della vicenda"

LO SPECIALE "PATRICK UNO DI NOI" - VIDEO INTEGRALE
Quartapelle: "Sostenere l’istanza per il conferimento della cittadinanza italiana"
“Sostenere l’istanza per il conferimento della cittadinanza italiana a Patrick Zaki; continuare a monitorare con la presenza in aula della nostra rappresentanza diplomatica al Cairo, lo svolgimento delle udienze processuali e le sue condizioni di detenzione; continuare a sostenere, con l’Egitto e nei consessi europei e internazionali, l’immediato rilascio di tutti i prigionieri di coscienza, finiti in carcere solo per aver esercitato in modo pacifico i loro diritti fondamentali; continuare a esortare le autorità egiziane al rispetto dei diritti alla libertà d’espressione, di associazione e di manifestazione pacifica e a spezzare il circolo dell’impunità per le gravi violazioni dei diritti umani in corso nel Paese”.
Questi i punti fondamentali della mozione presentata dai deputati dem, Lia Quartapelle, (intervenuta questa mattina a Rainews proprio per ricordare questa iniziativa nel corso dello speciale) e Filippo Sensi, che impegna il governo italiano sulla vicenda dell’arresto all’aeroporto del Cairo, esattamente un anno fa, di Patrick Zaki, mentre stava tornando a casa per un breve periodo di pausa prima di iniziare il suo secondo semestre di studi all’Università di Bologna.
“La detenzione arbitraria di Patrick Zaki - denunciano Quartapelle e Sensi - preoccupa anche considerate le condizioni delle carceri egiziane, ‘piene di detenuti politici, persone imprigionate senza alcun motivo se non quello di aver espresso opinioni critiche nei confronti del governo di al- Sisi’, come dichiarato da Mohamed Lotfy, cofondatore dell'organizzazione Egyptian commission for rights and freedoms. Che ha anche segnalato come il coronavirus abbia reso la vita dei detenuti sempre più dura, privandoli anche di un supporto psicologico delle visite dei familiari. A Zaki - concludono i due deputati dem - non viene fatta alcuna indagine e la custodia cautelare è rinnovata a ogni udienza: il tutto per punire senza un processo e sottrarre all’attenzione dell’opinione pubblica un prigioniero di coscienza”.
E' passato un anno dall'arresto
E' passato un anno dall'arresto - oggi è il primo anniversario - e dall'inizio della detenzione di Patrick Zaki e da una repressione sempre più dura da parte di Al Sisi nei confronti non solo dell'opposizione politica, ma anche dei difensori dei diritti umani. Da allora Patrick Zaki si trova dietro le sbarre nel famigerato carcere di Tora. Quattro giorni fa è arrivata l'ultima doccia gelata sulle speranze che fosse rilasciato, con il rinnovo della custodia cautelare - l'ennesimo - per altri 45 giorni. La notizia è stata confermata ai legali dello studente egiziano solo il giorno dopo che alcuni media filogovernativi avevano pubblicato l'esito dell'udienza.
Già in altre occasioni si era accesa la speranza di una sua imminente liberazione, poi puntualmente rimasta tale. Come ad esempio a fine dicembre, quando l'Egyptian Initiative for Personal Rights (Eipr), l'ong per la difesa dei diritti civili con la quale Zaki collaborava, aveva annunciato - a seguito del rilascio di suoi tre dirigenti - che l'udienza per il rinnovo della carcerazione del 29enne era stata anticipata. Un segnale, si auspicava, che qualcosa si stesse muovendo. Niente di tutto ciò e Zaki, che frequentava l'Università Alma Mater di Bologna, continua a restare in prigione con l'accusa di propaganda sovversiva.
Farnesina: "Profonda delusione e disappunto" per udienza giorni scorsi
Fonti della Farnesina hanno espresso "profonda delusione e disappunto" per l'esito dell'udienza dei giorni scorsi. Il ministero degli Esteri, hanno assicurato le fonti, continuerà a seguire da vicino la vicenda che, su iniziativa e continuo impulso italiano, è l'unico caso giudiziario in Egitto che viene costantemente monitorato da un gruppo di Paesi stranieri.
Noury: "Inimmaginabile che ci siano altri 12 mesi di detenzione senza processo"
"E' inimmaginabile che ci siano altri 12 mesi di detenzione senza processo per Patrick Zaki", ha commentato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, parlando di detenzione "arbitraria e crudele". "Se il governo egiziano pensa di tenere rinchiuso in carcere senza processo Zaki per 24 mesi", il massimo previsto dalla legge sulla detenzione preventiva, "dobbiamo con la nostra campagna impedire che ciò avvenga", prosegue Noury, auspicando che "il governo italiano capisca che la chiave della cella di Patrick è anche nelle sue mani" e quindi raddoppi "gli sforzi diplomatici per raggiungere una soluzione positiva della vicenda".
Cantini: " Preoccupazione per inasprimento repressione nei confronti della società civile"
Lo scorso 22 novembre, l'ambasciatore italiano al Cairo, Giampaolo Cantini, a seguito della richiesta di incontro espressa anche da altri Paesi europei al ministero degli Esteri egiziano già nelle fasi immediatamente successive agli arresti degli attivisti di Eipr, aveva avuto un colloquio con l'assistant Foreign Minister egiziano per i Diritti umani, ambasciatore Gamaleddin. In quell'occasione, il rappresentante diplomatico italiano aveva manifestato la forte preoccupazione per l'inasprimento della repressione nei confronti della società civile e per la situazione dei diritti umani in Egitto, ribadendo la richiesta di un pronto rilascio dello studente.
Bonaccini: "Liberazione e cittadinanza italiana per Patrick Zaki"
"Un anno fa l'arresto ingiustificato di Patrick Zaki. Chiediamo la sua liberazione e il conferimento della cittadinanza italiana". Lo ha scritto Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia- Romagna, sulla pagina Facebook in occasione dell'anniversario dell'arresto dello studente egiziano dell'Alma Mater di Bologna Patrick Zaki.
Esponente Eipr: "Punito per suo lavoro sui diritti umani"
"Non c'è una giustificazione legale alla sua detenzione preventiva, Patrick è stato punito semplicemente a causa del suo lavoro sui diritti umani". Lo afferma Lubna Darwish, a capo del dipartimento per i diritti delle donne e la difesa di genere dell'Eipr, l'ong egiziana con la quale collaborava Zaki, alla vigilia dell'anniversario dell'arresto al Cairo dello studente. Patrick è finito in manette "mentre andava a trovare la sua famiglia e gli amici per una breve vacanza", ricorda Darwish, sottolineando che l'anno dello studente dietro le sbarre è iniziato con "24 ore di torture, interrogatori e detenzioni illegali". "Da allora è rimasto in custodia cautelare sulla base di un verbale di arresto falsificato - aggiunge l'attivista - Per un anno il suo ordine di detenzione è stato rinnovato un'udienza dopo l'altra, senza sviluppi nel processo a suo carico".
Sorella: "Patrick ci chiede di non mollare"
"Non sappiamo quando finirà questo incubo, abbiamo scoperto che mio fratello rischia di rimanere in carcere, un anno, due anni o forse di più. E non si sa se verrà mai scarcerato. Noi come famiglia vorremmo ringraziare l'Università di Bologna, i docenti, gli studenti, per il loro interesse e l'incessante sostegno a Patrick". Lo ha detto, in un video Marise Zaki, la sorella dello studente egiziano dell'ateneo di Bologna in carcere a Tora. "Ciò che Patrick ci dice durante le visite è di 'continuare quello che avete iniziato per rendere vicina la mia libertà. Patrick mi manca molto, non sappiamo quando potremmo riabbracciarlo, speriamo accada presto", ha aggiunto.
"Oggi è un anno che mio fratello si trova in un carcere egiziano, per accuse infondate. Si occupa solo di diritti umani ed è interessato alle questioni delle minoranze nel suo Paese", ha proseguito la ragazza ringraziando anche "la città di Bologna per aver ospitato Patrick per un periodo breve ma importante, durante il quale si è molto affezionato". "Vorrei inoltre ringraziare - ha concluso - tutte le città che hanno concesso a Patrick la cittadinanza onoraria e le università italiane ed europee che lo sostengono e le istituzioni di società civile italiane e europee".
Da domani dieci poster nelle città italiane: "Free Zaki"
In questi mesi si sono susseguite le udienze in cui ogni volta è stata rinnovata per 15 o 45 giorni la detenzione preventiva di Zaki, nonostante i numerosi appelli e iniziative del governo italiano, di politici, attivisti e associazioni.
Dieci immagini, dieci manifesti per chiedere "a gran voce l'immediata liberazione di Patrick Zaki", lo studente dell'Alma Mater di Bologna arrestato un anno fa in Egitto: da domani i poster saranno affissi a Bologna e in altre numerose città italiane grazie al contest "Free Patrick Zaki, prisoner of conscience", edizione speciale del concorso internazionale di comunicazione sociale "Poster For Tomorrow". I loro lavori sono stati selezionati da una giuria internazionale tra le oltre 900 proposte provenienti da quasi 50 Paesi in tutto il mondo. Il contest è stato ideato da Amnesty International Italia e dal festival salentino "Conversazioni sul futuro", in collaborazione con il Festival dei diritti umani di Milano e l'associazione Articolo 21 e con il patrocinio dell'Alma Mater e del Comune di Bologna.
Tante le manifestazioni di sostegno attraverso messaggi e condivisioni social di numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo come, tra le altre, Paolo Fresu, Alessandro Bergonzoni, Edoardo Winspeare, Subsonica, Luca Barbarossa. Se l'immagine "che il regime egiziano vuole proiettare è quella di uno schemo nero- dichiara il portavoce italiano di Amnesty, Riccardo Noury- questi 900 poster riempiono quell'immagine di ben altro: di vita, creatività e colori".
Oggi e domani fontana in piazza Moro a Bari illuminata di giallo per Zaki
Domani e lunedì 8 febbraio la fontana in piazza Moro a Bari sarà illuminata di giallo per testimoniare l'adesione del Comune di Bari all'iniziativa promossa dall'organizzazione non governativa Amnesty International per mantenere viva l'attenzione su Patrick Zaki, lo studente egiziano dell'università di Bologna da un anno in carcere. Da qualche giorno, sulla facciata di Palazzo di Città, è esposto un ritratto di Patrick Zaki.