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Uber, su pressione degli azionisti si dimette il ceo Kalanick

Da mesi Uber è in crisi reputazionale, tra denunce dei dipendenti e, soprattutto, accuse di molestie sessuali, che hanno già portato a 20 licenziamenti. L'ultimo in ordine di tempo a lasciare la poltrona è stato Emil Michael, numero due del gruppo e uomo fidato di Kalanick, pesantemente coinvolto nello scandalo sulle molestie.
"Amo Uber più di qualsiasi cosa al mondo - ha scritto Kalanick in comunicato riportato da New York Times - e in questo difficile momento della mia vita personale ho accettato la richiesta degli investitori di mettermi da parte in modo che Uber possa continuerà ad andare avanti a costruire piuttosto essere distratta da un'altra lotta".