ECONOMIA
Gli over 65 i più numerosi
Cgia: lavoro occasionale in calo, 592.000 occupati con meno di 10 ore alla settimana
Sono persone impiegate principalmente, nei servizi alla persona, come baby sitter, domestiche, badanti, o al servizio di attività legate alla cura della persona (parrucchiere, centri benessere, estetiste, etc.), nel settore alberghiero e della ristorazione

Si tratta di persone impiegate in lavori saltuari: 2 su 3 sono donne occupate, principalmente, nei servizi alla persona, come baby sitter, domestiche, badanti, o al servizio di attività legate alla cura della persona (parrucchiere, centri benessere, estetiste, etc.). Un altro comparto dove c'è un'incidenza molto elevata di occupati saltuari è l'alberghiero-ristorazione e i servizi alle imprese. Rispetto al 2007, il numero complessivo dei lavoratori saltuari è aumentato del 20,3%.
Gli over 65 sono i più numerosi: l'incidenza degli occupati con meno di 10 ore alla settimana sul totale dei lavoratori della stessa fascia demografica è del 6,9%; seguono i giovani tra i 15 e i 24 anni (4,7%). La coorte che raggruppa il maggior numero di occupati complessivi quella tra i 45-54 anni (quasi 7 milioni di persone).
L'area territoriale dove queste prestazioni occasionali sono più diffuse è il Centro: se a livello nazionale l'incidenza dei lavoratori saltuari sul totale degli occupati presenti in Italia è pari al 2,6%, nel Centro la quota sale al 3%.
In termini assoluti, invece, è il Mezzogiorno la ripartizione geografica che presenta il numero più elevato: su 592 mila, 171 mila lavora al Sud, 148 mila sia al Centro sia a Nordovest e 125 mila a Nordest.
"Questi dati - segnala Paolo Zabeo della Cgia - evidenziano che la cosiddetta gig economy, sebbene in forte espansione, alimenta un'occupazione on demand ancora molto contenuta. Le opportunità offerte dai siti, dalle applicazioni e dalle piattaforme web, ad esempio, stanno riempiendo le nostre strade di ciclo corrieri, ma i cosiddetti piccoli lavoretti sono ancora ad appannaggio di settori tradizionali, come i servizi alla persona, e in quelli dove è molto elevata la stagionalità. Ambiti, tra l'altro, dove la presenza degli stranieri è preponderante".
"Ovviamente - osserva Renato Mason, segretario Cgia - questi 592 mila lavoratori occasionali sono sottostimati. Sappiamo benissimo che questo settore presenta delle zone d'ombra molto estese, dove il sommerso la fa da padrone. Tuttavia, è interessante notare che queste occupazioni regolari sono ad appannaggio soprattutto di donne e pensionati e servono ad arrotondare le magre entrate familiari, soprattutto al Sud".