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MONDO

Il presidente sotto attacco

Cile: impeachment Piñera, martedì seduta al Senato

Dopo l'approvazione alla Camera dei deputati   

Sebastián Piñera (Ansa)
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Dopo essere stata approvata dalla Camera dei Deputati, martedì il Senato del Cile esaminerà una possibile messa in stato di accusa (impeachment) del presidente Sebastián Piñera, presentata dai partiti di opposizione.

Le Commissioni senatoriali coinvolte, segnala oggi Radio Cooperativa, hanno convenuto che il 16 novembre si terranno due sessioni straordinarie, al termine delle quali, lo stesso giorno, o il giorno successivo, si svolgerà la votazione per approvare, o respingere, l'impeachment.

Per passare la decisione dovrà ottenere i 2/3 dei voti del Senato, ossia 29, mentre al momento l'opposizione ne conta solo 24. Questo significa che in questi giorni cinque senatori filo-governativi dovrebbero accettare di unirsi alla proposta.

Il voto della Camera
La Camera aveva approvato con 78 voti a favore e 67 contrari la mozione presentata dall'opposizione per avviare la procedura di impeachment contro Piñera, accusato di "aver infranto apertamente la Costituzione e le leggi" e "aver macchiato l'onore della nazione", per il suo presunto coinvolgimento nelle rivelazioni relative al caso "Pandora Papers". Nel 2010 infatti la  famiglia del presidente, una delle più ricche del paese, ha venduto la miniera Dominga a un gruppo di investimento internazionale attraverso un'azienda offshore radicata nelle Isole Vergini Britanniche. L'ultima rata del pagamento però era subordinata al  fatto che la zona, a pochi chilometri dalla più grande riserva di pinguini Humboldt del  mondo, non fosse dichiarata area protetta. L'operazione si svolse durante i primi mesi della prima presidenza di Piñera, che aveva pertanto possibilità di delimitare le zone  di protezione ambientale.

Per arrivare alla Camera alla maggioranza necessaria all'impeachment, il deputato socialista Jaime Naranjo ha tenuto un intervento fiume di 14 ore in cui ha letto una serie di documenti, in modo da dare il tempo al deputato Giorgio Jackson di arrivare in aula e votare a seguito del periodo di quarantena per lui obbligatorio dopo essere risultato positivo al coronavirus. Un altro deputato ha votato nonostante aspettasse l'esito del test per il Covid-19: è entrato nell'edificio attraverso una porta laterale per evitare i controlli sanitari.

Il ministro della presidenza Juan José Ossa ha definito l'impeachment "uno show politico e uno show mediatico", a suo parere "triste per la democrazia". Il deputato pro governo Andrés Molina ha dichiarato: "Mi causa vergogna, personalmente". Jackson, dal canto suo, poco prima di votare ha dichiarato: "Ci sono persone che pensano che ciò che è successo ieri e oggi alla Camera è vergognoso. Ma penso che ciò che è vergognoso sia avere un presidente che fa speculazione".
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