SPETTACOLO
Cinema e censura
Cina: "Nomadland" scompare dal web, la regista criticò Pechino
Il film ha trionfato alla Mostra di Venezia e ai Golden Globe

Al centro delle critiche c'è un'intervista rilasciata da Zhao nel 2013 alla rivista "Filmmaker", durante la quale la regista descrive la Cina come "un posto dove ci sono bugie ovunque". I commenti di Zhao riemersi dal recente passato non sono piaciuti ad alcuni utenti dei social media cinesi, che la hanno accusata di avere infangato la Cina e hanno chiesto il boicottaggio del film.
Nonostante la censura, non ci sono conferme che il film sparisca dalle sale, e una locandina del film si può ancora rintracciare sul sito web di cinema Douban, ma senza una data per l'uscita in Cina. A mostrarsi comprensivo verso la regista è stato il direttore del più influente tabloid cinese, il Global Times, che difende agguerritamente la Cina dalle polemiche provenienti dall'estero. Secondo Hu Xijin, è necessario tenere in conto i contrasti e le incongruenze, come li definisce, e nonostante le dichiarazioni di Zhao - minimizza su Weibo - la regista "non è il tipo di estremista che trasforma questi pensieri in posizioni politiche e li mette in luce all'estero".