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POLITICA

Cinque stelle ad alta tensione

Tra Conte e Grillo, il M5S è di nuovo a bivio, oggi i parlamentari pentastellati si contano sulla giustizia

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Il Movimento 5 Stelle si avvia ad una nuova conta interna nell'assemblea congiunta dei gruppi di Camera e Senato convocata, in via straordinaria, oggi pomeriggio nell'intervallo tra la sfida di Berrettini a Djokovic e la partita degli azzurri contro l'Inghilterra. Un'assemblea e un processo con quattro imputati: i ministri del Movimento che hanno approvato l'intesa sulla giustizia.

Un pezzo del movimento non accetta che venga ammainata anche l'ultima 'bandiera' del governo giallo-verde: la riforma della giustizia del ministro Bonafede e dell'allora premier Giuseppe Conte. Proprio Conte si è subito intestato l'opposizione alla riforma della prescrizione contenuta nel ddl Cartabia. Un testo che, comunque vada la riunione, difficilmente sarà votato da tutti i parlamentari del Movimento. 

All'assemblea toccherà a Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli, Fabiana Dadone e Federico D'Incà riuscire a convincere parlamentari sempre più frustrati dal dualismo Conte-Grillo. Il gruppo parlamentare è ormai lacerato e l'opzione scissione torna improvvisamente ad essere d'attualità anche se significherebbe dimezzare la forza del Movimento

La nuova crisi interna sul fronte giustizia riporta in auge chi punta, al più presto, alla leadership di Conte e pensa che una diarchia tra l'ex premier e Beppe Grillo non sia possibile. La telefonata tra il Garante a Mario Draghi non è stata confermata a Palazzo Chigi ma viene generalmente considerata realmente accaduta. Così il garante ha blindato agli occhi di una parte, forse ancora preponderante, del Movimento l'intesa raggiunta da Draghi e i ministri pentastellati durante il Consiglio dei Ministri e ricordando nel contempo chi decide la linea politica del Movimento 5 Stelle.
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