Evacuato il battello turistico
Collisione tra nave da crociera e battello turistico a Venezia: 5 persone ferite
Alcune persone si sono gettate in acqua. Msc: "Nave ha avuto un problema tecnico". Vertice in Prefettura, si va verso la deviazione del traffico delle navi da crociera su canale Vittorio Emanuele III
Sono in tutto 5 le persone ferite nella collisione in laguna a Venezia a seguito dell'impatto tra la nave da crociera Msc Opera e un vaporetto turistico (con 110 passeggeri a bordo) nel canale della Giudecca. Le persone che si trovavano a bordo dell'imbarcazione fluviale sono state accompagnate al Pronto Soccorso: una è stata subito dimessa, mentre alle altre quattro sono stati prescritti alcuni giorni di prognosi. Non sono gravi, hanno subìto traumi ortopedici, cadendo o fuggendo a terra al momento dello scontro. Non risultano dispersi. Il vaporetto coinvolto era adibito a un tour delle ville venete lungo il corso del Brenta. La Msc coinvolta nello speronamento è una barca di ottanta metri battente bandiera francese registrata a Strasburgo. Da 30 anni fa servizio con Venezia da Cremona o Mantova.
Presidente Rimorchiatori Uniti Panfido: "Msc aveva motore in avaria"
"La nave di Msc aveva un'avaria al motore, segnalata subito dal comandante. Il motore era bloccato, ma in spinta, perchè la velocità aumentava, come confermano i tracciati Ais". Lo dice all'Ansa Davide Calderan, presidente della "Rimorchiatori Uniti Panfido", la società che con due imbarcazioni stava guidando la 'Opera' all'arrivo in marittima, prima dell'incidente. I due rimorchiatori hanno cercato di fermare il 'gigante', fino a quando un cavo di traino si è rotto, tranciato dall'impatto con il battello fluviale.
Msc: "Nave ha avuto un problema tecnico, accertamenti ancora in corso"
La conferma dell'avaria alla Msc Opera è arrivata direttamente dall'azienda, che in una nota ha precisato che "questa mattina, intorno alle 8:30, Msc Opera in manovra di avvicinamento al terminal crociere di Venezia per l'ormeggio ha avuto un problema tecnico". L'azienda ha proseguito nella ricostruzione di quanto accaduto: "La nave era accompagnata da due rimorchiatori, come prevede la procedura di sicurezza del transito nel canale della Giudecca e - nonostante il Comandante avesse immediatamente messo in essere tutte le procedure previste - ha urtato la banchina all'altezza di San Basilio. Contestualmente si è verificata una collisione con il battello fluviale River Countess, che era lì ormeggiato".
"Mentre sono tutt'ora in corso gli accertamenti per capire l'esatta dinamica dei fatti e le cause dell'accaduto -prosegue la nota- da subito Msc Crociere ha operato in stretta collaborazione con le autorità marittime competenti. Nei momenti successivi all'incidente, la priorità è stata il mettere in sicurezza il battello, i suoi passeggeri e il suo equipaggio. Nella fase successiva la nave ha dovuto poi procedere alle opere di recupero delle ancore messe in acqua al momento dell'incidente, come da procedure in questi casi. Alle 13.15 la nave ha potuto iniziare a spostarsi in direzione del terminal Marittima".
La compagnia "desidera esprimere tutto il proprio supporto a tutte le persone coinvolte nell'incidente, a partire dall'equipaggio del River Countess, tutti i suoi passeggeri in particolare quelli feriti, felice che nel frattempo siano quasi tutti stati dimessi, sino naturalmente alla società armatrice Uniworld". Ora la nave da crociera è ormeggiata in banchina a Marittima dove, come previsto, sono in corso le operazioni di sbarco passeggeri e imbarco per la prossima crociera.
Vertice in Prefettura, si va verso la deviazione su canale Vittorio Emanuele III
Deviare "in tempi ristretti, almeno parzialmente" sul canale Vittorio Emanuele III il traffico delle navi da crociera per la stagione in corso nella Laguna di Venezia. La soluzione, che dovrà passare attraverso uno studio della Capitaneria di Porto, è stata prospettata da parte del Comitato per l'ordine e la sicurezza convocato oggi dal Prefetto Vittorio Zappalorto.
Nella nota emessa al termine della riunione è stato concordato come "necessario intervenire con misure urgenti, anche alla luce del Comitatone del 7 novembre 2017" dove fu concordata la volontà di superare definitivamente il problema del transito delle grandi navi per il Bacino di san Marco e la Giudecca, attraverso l'adeguamento del canale Vittorio Emanuele III, mantenendo la "centralità" della Stazione marittima di Santa Marta a Venezia, facendo passare le imbarcazioni per la bocca di porto di Malamocco e non più per quella del Lido. Il comitato ha quindi chiesto al Provveditorato alle Opere pubbliche (l'ex Magistrato alle Acque), di "procedere alla celere definizione del nuovo 'Protocollo fanghi' così da poter sbloccare il prima possibile i lavori di carotaggio e dragaggio del Vittorio Emanuele III, secondo le recenti direttive della Comunità Europea". Carotaggi dei quali si chiede "urgentemente" l'avvio.
Lo studio richiesto nel frattempo alla Capitaneria servirebbe intanto a definire in numero delle navi che da subito, per pescaggio e profondità attuale del canale, vi potrebbero già da subito passare prima dei lavori di scavo. Per il superamento del passaggio in Bacino e canale della Giudecca, secondo i partecipanti al vertice, "vi sono tutte le capacità tecniche e ingegneristiche per ottenere questo importante risultato". Oltre al Prefetto, erano presenti il sindaco Luigi Brugnaro, le forze dell'ordine, rappresentanti dell'Autorità di sistema portuale, della Capitaneria di Porto, della Polizia di frontiera, Marittima e Area e dei Vigili del fuoco.
Clia: "Canale Vittorio Emanuele soluzione migliore"
Le compagnie "hanno lavorato con le autorità veneziane, regionali e con il Governo nazionale allo scopo di proteggere Venezia e la sua Laguna. Hanno cooperato a lungo con le istituzioni italiane per trovare una via alternativa al canale della Giudecca. Sono convinte che la soluzione identificata dal Comitatone attraverso l'uso del Vittorio Emanuele sia la migliore e la più veloce per spostare il transito delle grandi navi dal canale della Giudecca e vorrebbero pertanto poter dare il benvenuto a tale piano". Lo afferma la Clia, associazione internazionale dell'industria crocieristica.
Sospeso corteo e regata della Sensa
Il sindaco Luigi Brugnaro ha dato disposizione di annullare regata e corteo della Sensa, festa dello sposalizio con il mare, per dare precedenza ai soccorsi. Il primo cittadino, dopo aver sentito telefonicamente il ministro Toninelli, ha detto che non è più pensabile che le grandi navi transitino nel Canale della Giudecca: "Chiediamo - spiega - immediatamente l'apertura del Vittorio Emanuele".
Testimone: "Ho sentito suono sirena nave. Alcuni passeggeri si sono gettati in acqua"
Una testimone che vive a San Basilio ha sentito la sirena della nave suonare forte ed è uscita in strada. Spiega: "Uno steward del battello mi ha detto che ad un certo punto la cima del rimorchiatore che governava la nave si è rotta e questa ha puntato diritta contro il battello. Alcuni passeggeri per la paura si sono gettati in acqua e gli altri sono scappati fuori".
Toninelli: "Basta grandi navi alla Giudecca"
"L'incidente di oggi al porto di #Venezia dimostra che le #grandinavi non devono più passare dalla Giudecca. Dopo tanti anni di inerzia, finalmente siamo vicini ad una soluzione definitiva per tutelare sia la laguna che il turismo". Lo scrive su Twitter il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli.
L'incidente di oggi al porto di #Venezia dimostra che le #grandinavi non devono più passare dalla Giudecca. Dopo tanti anni di inerzia, finalmente siamo vicini ad una soluzione definitiva per tutelare sia la laguna che il turismo.
— Danilo Toninelli (@DaniloToninelli) 2 giugno 2019
Fonti Mit: Tavolo istituzionale in corso da tempo. Entro giugno soluzione migliore
Sulle grandi navi a Venezia il tavolo istituzionale è da tempo in corso. I ministri interessati si vedranno a breve scadenza per tirare le somme sulle opzioni progettuali individuate allo scopo di trovare la soluzione definitiva migliore, che arriverà presumibilmente entro il mese di giugno, per allontanare le grandi navi da crociera dalla Giudecca e da San Marco. Lo fanno sapere fonti del Mit. Nel frattempo, "il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia sta per completare il lavoro sul protocollo fanghi, per il quale, vista la delicatezza del dossier, ha deciso di chiedere anche un parere all'Avvocatura dello Stato. Il protocollo è necessario alla caratterizzazione dei canali", concludono le stesse fonti.
Costa: "No a grandi navi, vicini a soluzione"
"Quello che è successo nel porto di Venezia è la conferma di quello che diciamo da tempo: le Grandi Navi non devono passare dalla Giudecca. Per questo da mesi insieme ai ministri Toninelli e Bonisoli stiamo lavorando per spostarle e siamo vicini alla soluzione". Lo scrive su twitter Sergio Costa, ministro dell'Ambiente.
Quello che è successo nel porto di #Venezia è la conferma di quello che diciamo da tempo: le #GrandiNavi non devono passare dalla Giudecca. Per questo da mesi insieme ai ministri @DaniloToninelli e @BonisoliAlberto stiamo lavorando per spostarle e siamo vicini alla soluzione
— Sergio Costa (@SergioCosta_min) 2 giugno 2019
Bonisoli: "Grandi navi lontano dalla Laguna"
"Il Mibac, alcuni mesi fa, ha posto il vincolo su tre canali di Venezia, e sta lavorando alacremente al tavolo interministeriale per il blocco delle grandi navi in laguna, insieme con il Mit e al ministero dell'Ambiente. Oltre alla tutela della città patrimonio Unesco, bisogna salvaguardare l'ambiente e l'incolumità di cittadini e turisti". E' quanto afferma in una nota il ministro per i Beni e le Attività culturali, Alberto Bonisoli.
Comitato 'No Grandi Navi' dopo presidio di questa mattina, organizza manifestazione
Il comitato No grandi navi di Venezia, a seguito dell'incidente verificatosi questa mattina nel canale della Giudecca, dopo aver indetto un presidio che si è tenuto alle 11 vicino al 'ponte di legno' ha annunciato che la prossima settimana organizzerà una manifestazione.
Salvini: senza 'no' del M5s era evitabile
"Mi risulta che una soluzione per evitare problemi come quello dell'incidente tra le navi a Venezia era stata elaborata già dall'anno scorso, con l'allargamento di un canale e una parte delle navi a Porto Marghera, ma tutto ciò è bloccato da mesi perché è arrivato un "no" da un ministero romano, e non è un ministero della Lega". Lo afferma da Tivoli il vicepremier Matteo Salvini. E in un comunicato a firma del capogruppo alla Camera, Molinari, e della deputata veneziana, Fogliani, la Lega rincara la dose: "Il piano alternativo" per le grandi navi a Venezia "era già pronto dallo scorso novembre" e condiviso con autorità locali e armatori, "peccato che sia stata bloccata subito dal Mit e che in tutti questi mesi il ministro Toninelli non abbia più preso una decisione definitiva limitandosi all'ipotesi, assurda per molti, di far attraccare le navi a Chioggia, ossia in mare aperto". Ci auguriamo che il ministro competente risolva la questione una volta per tutte".
Fonti 5S: la Lega presenti un piano, no annunci
"Sentiamo sempre dire dalla Lega che loro hanno una soluzione a tutto, ma finora non è mai arrivata alcuna proposta sul tavolo. Nessuna. Non serve fare annunci,serve fate la cose e risolvere i problemi. Se la Lega ha un piano per risolvere tutto domani lo presenti, non siamo gelosi,e se è buono lo portiamo avanti". Così fonti del M5S replicano a Matteo Salvini. Sulla vicenda torna il ministro Toninelli: "E' questa la soluzione a cui fanno riferimento" la Lega? "Far sfiorare una nave da crociera e una petroliera, con i rischi del caso? O presentare come biglietto da visita di Venezia lo sbarco di milioni di turisti di fronte a un petrolchimico? Noi siamo qui da appena dodici mesi e, dopo anni di inerzia, siamo già vicini a una soluzione che finalmente tiene davvero assieme le esigenze del turismo, dell'ambiente e
del paesaggio. Le chiacchiere le lasciamo agli altri".
Zaia: i feriti non sono gravi
Non sono gravi le condizioni delle persone rimaste ferite nell'incidente tra la nave da crociera e il battello turistico a Venezia. Lo riferisce il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che stamane si è subito messo in contatto con il direttore generale della Ulss Serenissima, Giuseppe Dal Ben, per accertarsi delle condizioni dei feriti "che appaiono non gravi" spiega. Zaia si è quindi tenuto informato sull'evolversi della situazione, parlando con il presidente dell'Autorità Portuale di Venezia, Pino Musolino, con l'amministratore delegato del gruppo MSC, Pierfrancesco Vago, e sentendo anche il questore Maurizio Masciopinto.
Cacciari: il ministero ha chiacchierato e basta
"Il ministero competente, cioè quello dei Trasporti, "non ha fatto nulla, ha chiacchierato e basta": così l'ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, ai microfoni di Rainews, commenta l'incidente avvenuto a Venezia. Il traffico delle grandi navi "è pericoloso", "c'è sempre il rischio di una manovra sbagliata", afferma. "Ci tengo a dire che il Comune, il sindaco non hanno alcun potere su questa materia. Il ministero competente, che è quello dei Trasporti, non ha fatto niente, ha chiacchierato e basta. Naturalmente ci sono grandi interessi dietro al traffico crocieristico", spiega Cacciari, "ma - conclude - faccio notare cosa sarebbe successo se questo incidente fosse capitato nel bacino, se la nave si fosse messa a raschiare le fondamenta degli Schiavoni, sarebbe stato un macello perché li ci sono le gondole".
