Confcommercio, dopo sette anni primo Natale con il segno positivo
Previsto un aumento dei consumi: aumentano fino al 52,5% le persone che ritengono i regali una spesa piacevole

Il Natale di quest'anno "potrebbe essere finalmente il primo con il segno positivo dopo sette anni di crisi". Ad affermarlo è stato oggi il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in occasione dell'indagine sui consumi di Natale, presentata oggi. "Tuttavia il governo non ha ancora vinto la scommessa di trasformare la crescita statistica in ripresa robusta e diffusa".
Secondo Sangalli infatti "bisogna avere più coraggio a tagliare le tasse, ad abbassare la spesa improduttiva e a ridurre il deficit di legalità e ad annullare la burocrazia, solo così nel 2016 la crescita del Pil sarà più forte e ci consentirebbe di eliminare le clausole di salvaguardia nel 2017".
Secondo la ricerca dell'Ufficio studi le clausole di salvaguardia si tradurrebbero in maggiori imposte per quasi 35 miliardi di euro. Il direttore del centro studi di Confcommercio, Mariano Bella, osserva che "stiamo tornando alla normalità". Sono in crescita fino all'85,9% gli italiani che effettueranno regali (erano l'85,2% nel 2014) e sono in forte calo quelli che aspetteranno gli ultimissimi giorni per gli acquisti (dal 47,3% al 37,3%).
Aumentano intanto fino al 52,5% le persone che ritengono i regali una spesa piacevole e questo, secondo Bella, è "un indizio estremamente importante perché nei periodi di maggiore crisi per molte persone fare i regali crea stress". Nonostante questi segnali positivi, però, oltre sette italiani su dieci sono convinti che saranno delle feste "molto dimesse".
"Finalmente, dopo anni di tagli e austerity, le famiglie italiane torneranno a spendere sotto le feste di Natale". Lo afferma il Codacons, commentando i dati diffusi oggi da Confcommercio. "Anche i commercianti confermano in pieno quanto previsto dall'indagine Codacons sul Natale resa nota pochi giorni fa - spiega l'associazione - Per la prima volta dopo 7 anni i consumi delle famiglie relativi alle feste torneranno a registrare segno positivo, seppur con alcune differenze". Per il Codacons, infatti, l'incremento dei consumi sarà più moderato e si fermerà a quota +2,5% rispetto allo scorso anno, e riguarderà solo alcuni settori, come giocattoli, alimentari, hi-tech, mentre non interesserà altri comparti come abbigliamento e soprattutto il turismo, che risente dei gravi fatti di Parigi. "Il Natale 2015 sarà meno amaro per le famiglie italiane - prosegue l'associazione - e lo studio di Confcommercio smentisce i soliti 'corvi' che, a fini politici, speravano in consumi catastrofici sotto le feste, creando un clima di negatività e sfiducia che non aiuta certo il paese e la ripresa".