Coronavirus
Decreto 10 aprile
Coronavirus, dai prefetti stop a 2.296 attività produttive
La circolare del Viminale invita i prefetti ad accelerare le istruttorie sulle richieste di autorizzazione a proseguire l'attività presentate dalle aziende
Accelerare istruttorie sulle richieste di autorizzazione
I prefetti accelerino le istruttorie sulle richieste di autorizzazione a proseguire l'attività presentate dalle aziende. Lo indica una circolare inviata ai prefetti dal capo di Gabinetto del ministero, Matteo Piantedosi, in seguito all'entrata in vigore del decreto Conte del 10 aprile scorso che contiene misure per il contenimento della diffusione del Coronavirus fino al 3 maggio.
Il decreto amplia le attività consentite rispetto alla precedente normativa. E per una serie di queste (come gli impianti per l'industria dell'aerospazio e della difesa e delle altre attività strategiche per l'economia nazionale) il nuovo provvedimento prevede che basti il sistema della "preventiva comunicazione al prefetto", mentre in precedenza occorreva "il meccanismo dell'autorizzazione". Pertanto, per quanto riguardale richieste di autorizzazione arrivate alle prefetture "non ancora definite o decise negativamente", la circolare sollecitai prefetti ad accelerare sull'istruttoria "al fine di verificare se le stesse possano considerarsi come comunicazioni legittimamente presentate ai sensi" del nuovo decreto. Infatti, segnala il capo di Gabinetto, "poiché le imprese che hanno in precedenza presentato tali richieste potranno ora beneficiare di un immediato avvio dell'attività, in attesa degli esiti delle verifiche sottese all'eventuale sospensione", è evidente che i prefetti "dovranno dedicare una particolare attenzione all'esigenza di una celere definizione delle relative istruttorie".
Altra novità del decreto è che il prefetto possa disporre la sospensione dell'attività di un'impresa "sentito il presidente della Regione interessata". C'è dunque l'esigenza che i prefetti del capoluogo di regione "svolgano le opportune interlocuzioni" dirette a garantire "la rispondenza dell'azione amministrativa al'interesse generale e il miglioramento della qualità dei servizi resi al cittadino".