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Coronavirus

La lotta alla pandemia

​Vaccino: in arrivo anche quello di Jenssen, ecco come funziona

La società del gruppo Johnson&Johnson ha chiesto oggi all'Ema l'autorizzazione al commercio. A differenza, a esempio, di Pfizer, Moderna e AstraZeneca, viene somministrato in una singola dose e conservato a temperatura di frigorifero. La tecnologia con cui è stato prodotto è a vettore virale non replicante

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Il vaccino messo a punto da Janssen, società del gruppo Johnson&Johnson, è uno di quelli che dovrebbero arrivare a completare in Italia la copertura vaccinale contro il Covid-19, considerando anche che a differenza, a esempio, di Pfizer, Moderna e AstraZeneca, viene somministrato in una singola dose (e viene conservato a temperatura di frigorifero).

Copertura del 66% nei casi meno gravi, dell'82 per quelli più gravi
Una prospettiva sempre più vicina: proprio oggi l'azienda ha inoltrato all'Ema la richiesta di autorizzazione in commercio. Stando ai numeri forniti da J&J, il vaccino garantisce una copertura nei confronti dei casi meno gravi di malattia da Sars-CoV 2 del 66% mentre ne garantisce una più elevata, dell'82%, per i casi più gravi. Quanto alle varianti, proprio nei giorni scorsi Janssen ha chiarito che il siero è stato testato massicciamente anche in Paesi con più alta diffusione, dagli Usa all'America Latina al Sudafrica, dimostrando la medesima efficacia.

Il vaccino ha ultimato da pochi giorni la fase III di sperimentazione, ma era in corso già da tempo da parte dell'Ema la rolling review, ossia la procedura che permette agli enti regolatori di acquisire informazioni man mano che vengono acquisite nel corso della sperimentazione clinica.

La tecnologia con cui è stato prodotto è a vettore virale non replicante
La tecnologia con cui e' stato prodotto il vaccino è a vettore virale non replicante. In questo caso il vettore virale è costituito da un virus (Ad26), che è una versione indebolita di un comune virus del raffreddore (adenovirus), che è stato geneticamente modificato così da rendere impossibile la sua replicazione negli esseri umani.

Per farlo diventare anche "ricombinante" all'adenovirus, poi, è stato aggiunto il codice genetico necessario a fornire istruzioni per la produzione della proteina Spike del coronavirus, facendo in modo che, una volta iniettato nell'organismo, l'adenovirus cominci a produrre questa proteina. Ciò si traduce nella formazione di anticorpi contro la proteina Spike, la stessa che si trova sulla superficie dei coronavirus. La stessa piattaforma dei vaccini per influenza, TB, Chikungunya, Zika, MenB, peste.

L'Italia punta molto sul siero prodotto da J&J: sono state prelazionate 53 milioni sulle oltre 223 milioni complessive, di cui 14,8 milioni attese per il secondo trimestre 2021, 32,3 nel terzo e 6,7 nel quarto.

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