Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/corteo-casa-sindaco-gori-bergamo-e5943b5b-9d2f-421f-a21a-68b31c0c552e.html | rainews/live/ | true
Coronavirus

Proteste per le chiusure

Lockdown, manifestazione sotto la casa del sindaco di Bergamo Gori

“Noi non chiudiamo” è uno dei tanti slogan richiamati a gran voce la notte scorsa a Bergamo. Una città che ha avuto, contando la provincia, 11mila morti per il Covid ed è stata attraversata dai camion militari con a bordo le bare

Condividi
Forse quello di ieri sera è il volto di un’altra Bergamo, una città pesantemente colpita dalla pandemia, che ora con stanchezza e sfiducia teme che il nuovo blocco possa dare “il colpo di grazia”.

In 300 tra commercianti, ristoratori, partite iva ed esponenti estrema destra, negazionisti e alcuni esponenti della Lega sono partiti da palazzo Frizzoni, sede del sindaco per poi arrivare sotto la casa del sindaco Gori.

Sul post di Facebook, Gori racconta di persone sorvegliate dalla Polizia, di slogan bandiere e fumogeni. ”Non voglio esagerare la portata dell'episodio, per quanto non piacevole. Riconosco, scrive Gori, il diritto di chiunque a manifestare e anzi capisco perfettamente la preoccupazione, la disperazione di chi vive della propria attività  e teme in queste ore che la nuova chiusura possa darle il colpo di grazia. “Un sindaco -però spiega - non c'entra nulla con la decisione di indicare come "rossa" una certa area territoriale. Decide il governo e lo fa a tutela della salute delle persone".   

Gori ricorda di aver "sostenuto la richiesta di ristori immediati da parte del governo e m'impegnerò, come già abbiamo fatto nei mesi scorsi con i contributi erogati dal Programma Rinascimento, perché l'amministrazione comunale sia al fianco di questi lavoratori nei prossimi mesi. Rispetto a marzo, c'è in giro più stanchezza e più sfiducia, non si sono visti potenziamenti significativi del sistema sanitario, aiuti e ristori si sovrappongono senza chiare priorità.  Ecco perché è più difficile intravedere una prospettiva".
 
Gli infiltrati in una protesa pacifica
"Chi si è mescolato a quel corteo con il solo scopo di strumentalizzarlo - continua Gori - sa bene quali siano le competenze dei diversi livelli istituzionali. In un momento come questo, con tanta gente angosciata per il proprio futuro, buttare benzina sul fuoco, indicare un bersaglio solo per interesse di parte, è a mio parere grave e piuttosto pericoloso. Perché nessuno può dirsi sicuro di governare quella protesta, una volta che l'ha scatenata”.
 
Poi l’invito alla responsabilità, di tutte le forze politiche e delle rappresentanze associative che si rendono conto della delicatezza di questo momento, soprattutto per una città ferita come la nostra. Dove è facile che il dolore diventi rabbia, e tanti sforzi per coltivare la coesione sociale vadano rapidamente in fumo. Ognuno faccia la sua parte. E nel frattempo grazie ai tanti che in queste ore mi hanno espresso la loro affettuosa solidarietà".



Condividi