ITALIA
Il personaggio
Cosentino, l'uomo forte del Pdl in Campania travolto dalle inchieste
Quattro legislature in Parlamento, sottosegretario all'Economia con il governo Berlusconi. La sua corsa alla presidenza della sua Regione si è fermata nelle aule di tribunale

L'accusa di riciclaggio di rifiuti tossici
Nel settembre 2008 venne pubblicamente accusato di aver avuto un ruolo di primo piano nell'ambito del riciclaggio abusivo di rifiuti tossici attraverso la società per lo smaltimento dei rifiuti Eco4, come emerse dalle rivelazioni di Gaetano Vassallo, un imprenditore reo confesso di aver smaltito abusivamente rifiuti tossici in Campania attraverso la corruzione di politici e funzionari. Il coinvolgimento di Cosentino è stato supposto sulla base della confessione di Vassallo ai pm della Direzione distrettuale antimafia napoletana.
Nel novembre 2009, dai magistrati inquirenti fu inviata alla Camera dei deputati una richiesta di autorizzazione a procedere per l'esecuzione della custodia cautelare per il reato di concorso esterno in associazione camorristica. Tuttavia la richiesta fu respinta dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere. A fine 2009 il pentito di Camorra Luigi Guida, detto O'ndrink, rilascia dichiarazioni ai magistrati in merito alla gestione della società Eco4. Guida rivela lo stretto rapporto e la corresponsabilità nello smaltimento abusivo di rifiuti fra Cosentino e i fratelli Sergio e Michele Orsi, collusi con la camorra. Il 28 gennaio 2010 la Corte di cassazione confermò le misure cautelari a carico di Cosentino. Il 19 febbraio la richiesta di dimissioni dagli incarichi fu respinta da Silvio Berlusconi.
Il 22 settembre 2010 la Camera ha negato, con scrutinio segreto, l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni telefoniche di Cosentino, richiesta dai pm di Napoli.
L'eolico in Sardegna
Nel luglio 2010 l'imprenditore Flavio Carboni resta coinvolto a Roma in un'inchiesta su irregolarità nella gestione degli appalti per degli impianti eolici in Sardegna; in questo ambito viene indagato anche il presidente Pdl della Sardegna Ugo Cappellacci. Carboni è stato arrestato insieme a Pasquale Lombardi, geometra ed ex esponente della Democrazia cristiana nonché ex sindaco del suo paese di origine, Cervinara (Avellino), e all'imprenditore Arcangelo Martino, ex assessore comunale di Napoli.
Secondo l'accusa, avrebbero favorito anche la posizione di Cosentino come candidato presidente di centrodestra per la Regione Campania alle elezioni 2010. Questa "struttura riservata", come si trova definita all'interno dell'informativa del 18 giugno redatta dai carabinieri di Roma, avrebbe organizzato una campagna denigratoria all'interno del Pdl campano per far decadere la candidatura di Caldoro, al fine di promuovere quella dell'ex sottosegretario all'economia Nicola Cosentino, la cui corsa alla poltrona di presidente della Regione era venuta meno a seguito dell'indagine a suo carico sul reato di associazione camorristica.
Rapporti con il clan dei Casalesi
Il nome di Cosentino è comparso in un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli sulla camorra. Il tribunale emette una seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti, soggetta ad approvazione della Camera. Il giudice delle indagini preliminari lo definisce il referente nazionale delle cosche casalesi.
Il 10 gennaio 2012 la Giunta per le autorizzazioni a procedere boccia la relazione Paniz per negare la richiesta di custodia cautelare per Cosentino. Il 12 gennaio 2012, la Camera con voto segreto chiesto dal Pdl ha negato l'autorizzazione all'arresto con 309 deputati contrari e 298 favorevoli. Prima del voto alla Camera, Cosentino aveva annunciato che qualsiasi fosse stato l'esito del voto avrebbe rassegnato le sue dimissioni irrevocabili da coordinatore regionale del PdL in Campania. Dopo il voto ha formalizzato le preannunciate dimissioni. Il 15 marzo 2013 si è costituito presso il carcere napoletano di Secondigliano, dichiarando di non voler partecipare alle successive udienze del processo. Il 26 luglio 2013 Cosentino lascia il carcere di Secondigliano dopo che il tribunale di Santa Maria Capua Vetere gli concede gli arresti domiciliari.