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EUROPA

Valido non solo per i viaggi

Covid. Al via il Green Pass Ue, da oggi vale in tutta Europa. Von der Leyen: "Salute al primo posto"

Bruxelles incita gli stati membri a mettersi d'accordo e adoperare il documento anche per garantire in sicurezza l'ingresso a concerti, festival, teatri, ristoranti, a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture

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"Il certificato digitale europeo Covid è il simbolo di un'Europa aperta e sicura che si sta aprendo con cautela mettendo al primo posto la tutela della salute dei nostri cittadini". Così la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in occasione dell'entrata in vigore del Green Pass. E ricorda: "La stragrande maggioranza degli stati Ue è già collegata al sistema. Fino ad ora sono stati generati più di 200 milioni di certificati. Stiamo aiutando gli europei a recuperare la libertà che apprezzano tanto". 

La corsa dell'Europa dunque per salvare l'estate taglia il traguardo. A soli tre mesi e mezzo dal primo coraggioso ma dibattuto annuncio di Bruxelles, è tutto pronto per l'esordio del Green Pass Covid, il lasciapassare pensato per ridare agli europei la libertà di viaggiare nel vecchio continente dopo la paralisi causata dalla pandemia. E per ripopolare spiagge, città, montagne e luoghi d'arte aiutando il turismo a rialzare la testa dopo il periodo peggiore che si possa ricordare a memoria (l'Onu ha stimato perdite globali per oltre 4 miliardi). 

Valigie alla mano, da oggi basta avere con sè il Pass in formato cartaceo o digitale per varcare i confini nazionali e non essere più soggetti a restrizioni. Ma non solo: rispetto all'idea iniziale di usarlo soltanto per i viaggi, ora Bruxelles incita gli stati membri a mettersi d'accordo e adoperare il documento anche per garantire in sicurezza l'ingresso a concerti, festival, teatri, ristoranti, a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, spostarsi in entrata e in uscita da territori classificati in "zona rossa" o "zona arancione". Scongiurando il tanto temuto "rischio di confusione e frammentazione", tratto troppo spesso tipico dell'Ue, evocato anche dal Commissario europeo per la giustizia, Didier Reynders, responsabile della buona riuscita del progetto sin dal suo inizio.

Strumento tecnico ma non "apriti Sesamo", il Pass consiste in un Qr code da tenere nello smartphone o in tasca, come quelli dei biglietti aerei, con tre alternative per dimostrare di poter viaggiare : aver completato il ciclo di vaccinazione, essere risultati negativi a un tampone, oppure essere guariti dal Covid-19 ed avere sviluppato gli anticorpi. Sulla carta insomma tutto bene, ma non mancano ancora i punti opachi. A partire dalla validità dello stesso Green Pass. La prova di vaccinazione nella maggior parte dei paesi vale dopo quattordici giorni dopo aver ricevuto la seconda dose (o la dose unica, per i monodose), ma per esempio in Austria viene riconosciuta solo dopo 22 giorni. Stesso discorso per i risultati negativi dei tamponi, accettati a seconda dei paesi tra le 72 e le 48 ore precedenti al viaggio.

E anche la possibilità di incorrere in eccezioni e misure unilaterali come quarantene e divieti per l'ingresso e l'uscita sui diversi territori nazionali resta presente. Perché le raccomandazioni stabilite a livello Ue non sono vincolanti. Basti pensare all'ultimo interdizione di viaggio in ordine cronologico imposta nei giorni scorsi dalla Germania per chi proviene dal Portogallo, che ha costretto Bruxelles a richiamare nuovamente tutti i 27 all'ordine. A tutto questo si aggiunge poi lo spettro della variante Delta, che potrebbe velocemente cambiare il quadro epidemiologico e le regole nel continente, riproponendo divisioni e sfiduciando u cittadini ai quali non resta per ora che farsi forti del Green Pass continuando in ogni caso a districarsi tra le mappe settimanali del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) sui livelli di contagio nelle varie regioni e la piattaforma 're-open-ue', che contiene tutte le informazioni aggiornate sulle varie misure nazionali. 

Da Palazzo Berlaymont intanto arrivano parole rassicuranti. Certi di aver messo in piedi la piattaforma a tempo di record, i funzionari Ue hanno fatto sapere che tutti gli stati membri (e i sei vicini Andorra, Islanda, Liechtenstein, Monaco, Norvegia e Svizzera) sono pronti per partire con il mutuo riconoscimento dei certificati. All'appello manca soltanto l'Irlanda, alle prese con un attacco hacker che ne ha messo ko i circuiti tecnici. E se qualcuno dovesse incontrare difficoltà nel rilasciare i documenti è comunque previsto un periodo di transizione di sei settimane (fino al 12 agosto) durante il quale possono essere presentate altre prove di vaccinazione e/o test per varcare i confini nazionali e godersi l'estate.

 
Fedriga: "Regole uniformi Ue su Green Pass sarebbero utili"
"La possibilità di muoversi liberamente in piena sicurezza rappresenta un passo in avanti importante sulla via della ripartenza economica e, più in generale, del ritorno alla normalità. Auspico che, in un prossimo futuro, l'Europa decida di adottare regole uniformi per garantire la mobilità ai cittadini dei Paesi membri". Lo dice Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni.

Sileri: "Aggiornare Green Pass e fare più tamponi"
"Se vale la seconda dose per darti la massima protezione, il Green pass in qualche maniera dovremmo aggiornarlo. Ci sono sempre i tamponi. Non c'è solo la vaccinazione che dà il green pass, quindi in quel periodo finestra magari potrebbe essere possibile aumentare il numero di tamponi lasciando valido il Green pass". Così il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri
 
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