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POLITICA

Palazzo Madama

Ddl Riforme. No del Senato alle pregiudiziali M5S-Sel, si passa agli emendamenti

184 i voti contrari, 56 i favorevoli, 14 astenuti. L'esame quindi prosegue. Adesso inizia l'illustrazione degli emendamenti - in tutto 7.800 - ma le votazioni potrebbero cominciare solo domani così come ha riferito la relatrice Finocchiaro

Senato
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L'aula del Senato ha respinto la richiesta di M5S e Sel di sospendere l'esame delle riforme costituzionali, e quindi di non passare alla votazione degli articoli, e di tornare in prima commissione per un ulteriore approfondimento. I 'no' sono stati 184 , i sì 56, gli astenuti 14. L'esame quindi prosegue. Adesso inizia l'illustrazione degli emendamenti (in tutto sono 7.800) ma le votazioni potrebbero cominciare solo domani così come ha riferito la relatrice Anna Finocchiaro. Solo sui primi due articoli del ddl Boschi sono stati presentati 4500 emendamenti, i più delicati perchè riguardano la funzione, la composizione e l'elezione del nuovo Senato. Toccherà al presidente Pietro Grasso annunciare all'Aula quanti di questi sono stati dichiarati ammissibili e dunque verranno posti in votazione. La battaglia parlamentare è solo all'inizio. Tra dissidenti, frondisti e malpancisti il cammino del disegno di legge Boschi si annuncia così tutt'altro che tranquillo.

Boschi: "Svolta autoritaria? Un'allucinazione"
In mattinata il ministro Boschi, duramente contestata in Aula, difendendo il suo operato e quello dell'esecutivo, ha affermato durante la replica nel corso della discussione generale sul ddl di aver "sentito alcuni parlare di svolta autoritaria. Questa è una allucinazione e come tutte le allucinazioni non può essere smentita con la forza della ragione. Non c'è niente di autoritario. Parlare di svolta illiberale è una bugia e le bugie in politica non servono". "Un grande statista che è stato anche presidente di questa assemblea, Amintore Fanfani, ha detto una grande verità: le bugie in politica non servono. Si può essere d'accordo o meno su questa riforma, votare o meno questa riforma, condividere o meno l'azione del governo, ma parlare di svolta illiberale è una bugia; e le bugie in politica non servono", ha aggiunto il ministro Boschi. Quindi ha indicato la prospettiva della riforma. “Siamo chiamati a dare una nuova speranza al Paese, a rendere le istituzioni vive, attuali, perché non diventino simbolo del passato. Sono trent'anni- ha concluso la Boschi - che prendiamo a schiaffi l'opportunità di cambiare noi per cambiare il Paese, sono trent'anni che aspettiamo domani, come direbbe il poeta. E' il tempo delle scelte, di decidere e nelle mani vostre c'è non solo la riforma della Costituzione ma l'ultima chance di credibilità per la politica tutta e sta a noi non sprecarla".

Le polemiche tra Grasso e i 5 Stelle
"Renzi fai votare subito i cittadini!" è l'appello dei 5 stelle al governo sulle riforme costituzionali. Il senatore Vito Crimi, intervenendo in aula al Senato, ha proposto un referendum consultivo preventivo, da fare cioè "prima del terzo e quarto passaggio parlamentare. Abbiate coraggio" ha esortato. "Dopo - ha assicurato - noi saremo pronti a votare qualsiasi cosa sia uscita dal referendum e avrete i due terzi con i nostri voti".

La seduta questa mattina al Senato è stata caratterizzata dalle polemiche dei pèentastellati sulla decisione assunta la scorsa settimana di non calendarizzare, come richiesto, l'esame di un testo per abolire le province. Ne è nato un vivace scambio di battute con il presidente Pietro Grasso, poi a dar man forte si è inserita la Lega, che mostrando il faldone dei 7000 emendamenti dichiara: "Iniziamo ad allenarci...".  Lo scambio di battute è andato avanti per qualche minuto, poi Santangelo (M5S) ha chiuso il discorso: "Mi taccio per educazione. E rinuncio al mio intervento". A quel punto, però, è intervenuto anche il leghista Stefano Candiani, che mostrando i pesanti faldoni degli emendamenti dichiara: "Vogliamo iniziare ad allenarci? Iniziamo ad allenarci" a un lungo dibattito. "Io ho tutti questi da leggere. Intanto chiedo che ci sia un approccio più rispettoso del Senato e dei senatori perché capisco che si sta cadendo in una deriva autoritaria".  Su Twitter la senatrice del Pd Emma Fattorini ha commentato: "Inizia la guerriglia M5S". 
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