SCIENZA
Ecco la cometa SWAN: è visibile anche dall'Italia
Scoperta ad aprile, ha dato spettacolo nei cieli dell'emisfero australe. Ora sta facendo capolino anche sull'Italia. Per vederla bisognerà guardare a Nordest prima dell'alba e, dal 18 maggio, anche a Nordovest subito dopo il tramonto

Visibile a occhio nudo da fine aprile
Slanciata ed elegante, la cometa SWAN si sta avvicinando al Sole e ha rapidamente aumentato la propria luminosità. Da fine aprile è diventata visibile anche a occhio nudo nell'emisfero australe. La sua lunghissima verde, lunga milioni di chilometri, è stata immortalata in fotografie scattate dall'Oceania, dall'Africa, dal Sud America.
Dove e quando guardare
Ora la cometa sta facendo capolino sopra l'Italia, anche se negli ultimi giorni si è un po' affievolita. Se non vi vive in zone al riparo dall'inquinamento luminoso, per osservarla è meglio dotarsi di un binocolo. “Bisogna alzarsi intorno alle 4.30 del mattino e guardare fra Est e Nordest, appena sopra l'orizzonte – spiega Albino Carbognani, ricercatore dell'Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio dell'INAF di Bologna – A partire dal 18 maggio sarà visibile anche in prima serata, bassa sull'orizzonte a Nordovest, fra le 21.30 e le 22”.
“Potrebbero esserci delle sorprese”
Sarà uno spettacolo in tono minore rispetto a quello ammirato nell'emisfero australe? È probabile, ma non è certo. Per usare le parole di David H. Levy, scopritore della celebre Shoemaker-Levy 9 che nel 1994 precipitò su Giove, le comete sono come i gatti: hanno la coda e fanno ciò che vogliono. “Varrà la pena cercare di osservarla perché potrebbero esserci delle sorprese – continua Albino Carbognani - La luminosità di una cometa non è una scienza esatta: non conosciamo le condizioni fisiche del nucleo. Il 27 maggio sarà al perielio, cioè nel punto della sua orbita più vicino al Sole, ed è possibile che ci siano degli aumenti di visibilità tali da rendere la cometa molto ben visibile a occhio nudo”.
Una macchina del tempo
Per gli astronomi professionisti, ogni cometa è un'occasione di studio perché si tratta di un oggetti antichissimi. La SWAN arriva dai confini del Sistema Solare e probabilmente si sta avvicinando al Sole per la prima volta. Analizzando i gas e le polveri presenti nella sua chioma e nella sua coda, si può risalire alla composizione del nucleo. “Osservare le comete è come avere una macchina del tempo – dice Albino Carbognani - Ci permettono di capire come era composto il Sistema Solare 4,5 miliardi di anni fa, quando si è formato”.